Chiesto al ministero il titolo di città

Da Comune a Città: questa la richiesta dell’amministrazione comunale di Rodi al Ministero dell’Interno che, fatte le dovute valutazioni, trasmetterà il tutto alla presidenza della Repubblica per la concessione del titolo di città.

Uno dei più piccoli centri del promontorio, Rodi Garganico – viene spiegato dagli amministratori – ha una elevata valenza paesaggistica: dall’oasi agrumaria che insieme alla fitta rete di “tratturi”, ai caratteristici frangivento di leccio e lauro e ai “casini” fortificati, ne fanno un territorio più unico che raro. Poi la vegetazione: è il verde dei “giardini” della sua “oasi agrumaria” ad attirare il turista. Un gioco di colori e una contaminazione olfattiva che rappresentano il valore aggiunto di questa località che ha poco o nulla da invidiare alle più note consorelle garganiche.

Michelangelo Manicone ebbe a dire di Rodi Garganico che «Se un poeta vedesse tante cose belle, egli non potrebbe astenersi dal parlarne in versi».

Di particolare interesse è il nucleo storico che sorge sui ruderi di antiche mura di origine elleniche, con strada fiancheggiate da palazzi gentilizi con ottima vista sul mare e all’orizzonte l’unico arcipelago dell’Adriatico, le Tremiti. Ricco di luoghi di culto e di leggende, al suo interno si possono ammirare il palazzo “Buchi”, i resti del castello medievale (XIV sec.), il convento di san Francesco, le chiese di san Nicola di Mira e del Crocifisso.

Rodi è uno dei centri che può offrire ai suoi cittadini, e non solo, tantissimi servizi: poliambulatorio, 118, centro di riabilitazione “Padre Pio”, centro medico di riabilitazione “Madonna della Libera”, centro emodialisi, agenzia Inps, ufficio agricolo di zona, ufficio provinciale del lavoro, centro igiene mentale; inoltre, sede di uffici giudiziari (giudice di pace e sezione distaccata del tribunale di Lucera, casa circondariale.

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