38 milioni di euro per far decollare la Puglia nella ricerca

Presentati questa mattina in conferenza stampa dal Vice Presidente e Assessore allo sviluppo Economico della Regione Puglia Sandro Frisullo gli esiti del bando per la costituzione di reti di laboratori di ricerca. Trentotto milioni 500mila euro per far decollare la Puglia nello scenario della ricerca internazionale. La graduatoria per la costituzione di reti di laboratori, che deriva da un bando pubblicato il 13 marzo del 2008, è pronta. Metterà a disposizione delle Università pugliesi e dei Centri di ricerca la più grande iniezione di fondi pubblici per la dotazione infrastrutturale dei laboratori mai erogata fino ad oggi. Lo scopo è potenziare la capacità di offerta tecnologica del sistema della ricerca pubblica regionale attraverso la costituzione di una rete di laboratori. La rete dovrà contribuire in modo significativo allo sviluppo dei settori ad alta tecnologia e all’innovazione tecnologica.
Venti i progetti che verranno premiati subito dai finanziamenti. Attraverso i titoli elencati nella graduatoria si delinea la nuova mappa della ricerca made in Puglia: un intreccio di nanotecnologie, microlavorazioni laser, risonanza magnetica e tecniche di ricerca avanzata, applicate, a seconda dei casi, all’energia, alla salute dell’uomo, all’agroalimentare, all’aeronautico, ai nuovi materiali per i sistemi produttivi, alla meccatronica. Una rete che può candidare la Puglia ad occupare posizioni di spicco nella ricerca internazionale perché tocca i settori strategici dell’immediato futuro.


I progetti per la costituzione di reti di laboratori pubblici di ricerca, sono stati valutati da un pool di esperti selezionati dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Delle 77 proposte inviate sono state dichiarati ammissibili ai finanziamenti 52 progetti, che raggiungono un importo complessivo vicino ai 90 milioni di euro. Li hanno presentati le Università della Puglia, il Politecnico, il Cnr (Consiglio nazionale delle ricerca), l’Enea (Ente per le nuove tecnologie, l’energia e l’ambiente) e altri Enti pubblici di ricerca con sede operativa in Puglia. Degli ammessi, i primi venti in graduatoria riceveranno dall’Assessorato allo Sviluppo economico circa 38milioni 500mila euro. Le risorse serviranno per l’acquisto di strumentazioni da laboratorio, che dovranno essere le migliori e le più sofisticate per consentire alla Puglia di tagliare traguardi scientifici di rilevanza mondiale, nei settori più strategici per il nostro territorio e più significativi per la ricerca internazionale. “La chiusura di questo bando – spiega Sandro Frisullo – dimostra ancora una volta la grande importanza attribuita dal governo Vendola alla ricerca. Basti pensare che con il Programma operativo regionale 2000-2006, l’Assessorato allo Sviluppo economico e Innovazione tecnologica ha concesso contributi per ricerca e sviluppo pari ad euro 190.831.801, (che hanno sviluppato investimenti per 359.120.606 euro), mentre con la nuova programmazione 2007-2013, questa cifra è più che triplicata visto che saranno destinati 581 milioni di euro per la promozione, la valorizzazione e la diffusione della ricerca e dell’innovazione”.
Per quanto riguarda la rete dei laboratori, la maggior parte dei progetti “promossi” riguarda il settore dei “nuovi materiali e nuove tecnologie per i sistemi produttivi”, nell’ambito del quale saranno finanziate 10 proposte (su 16 ammesse) per un totale di 18.589.475 euro, seguono l’aeronautico, spaziale ed avionico con 4 progetti (su 7 ammessi) per i quali sono pronti 9.304.233, l’agroalimentare che si aggiudica 6.713.519 euro con 4 proposte (su 9 ammesse), infine l’energia con 1 proposta (su 6 ammesse) per la quale saranno stanziati 2.499.000 euro, e il settore delle biotecnologie per la salute dell’uomo che riceverà 1.970.560 euro con 1 progetto (su 10 ammessi).
Per poter essere “promossi” i progetti dovevano ottenere un punteggio totale minimo di 70 e allo stesso tempo raggiungere almeno 42 punti per la qualità della proposta progettuale e 28 per la qualità del soggetto proponente. Delle risorse messe a disposizione, 28milioni 500mila euro derivano dal Fondo aree sottoutilizzate per il periodo 2005-2008, destinate alla Regione Puglia con delibera Cipe 35/2005 e 10 milioni di euro dall’Accordo di Programma Ricerca 3° atto integrativo. “I dieci milioni – chiarisce Frisullo – sono stati reperiti in un secondo momento proprio per non escludere progetti considerati validi dalla commissione. Questa ulteriore integrazione ci permette di finanziare la maggior parte delle proposte legate al settore aeronautico, spaziale e avionico, particolarmente strategico per la Puglia”.
La strumentazione acquisita dovrà essere utilizzata per attuare iniziative di ricerca industriale (che creino nuovi prodotti, processi o servizi, o migliorino quelli esistenti) e di sviluppo sperimentale (per l’elaborazione di progetti nuovi, che utilizzino per lo più le conoscenze scientifiche e tecnologiche esistenti). La durata dei progetti ammessi a finanziamento è di massimo 24 mesi dalla data di avvio delle attività. (com)

Durante la conferenza stampa il Vice Presidente Frisullo ha, inoltre, illustrato i principali risultati raggiunti dall’Assessorato nel 2008 e gli impegni che caratterizzeranno il 2009.
“Il 2008 – ha detto – è stato un anno strategico per l’Attività dell’ Assessorato. In questi dodici mesi è stato ridisegnato il futuro economico della Puglia attraverso il riconoscimento di 9 distretti produttivi, di due distretti tecnologici, e la costituzione del Metadristretto dell’Aerospazio con Piemonte e Campania. È stato l’anno che ha garantito il più grande flusso di aiuti alle imprese in Italia e che ha prodotto la crescita più consistente sul fronte delle energie rinnovabili. È stato l’anno delle buone pratiche imitate in tutta Italia, ma anche della prima manovra economica varata sul territorio nazionale contro la crisi”. Ecco, nel dettaglio, i risultati “di un lavoro immenso”.

Sostegno alle aziende
Nel 2008 sono stati portati a termine tutti i contratti di programma, garantendo un flusso di aiuti alle imprese che è il più alto in Italia. Sono stati approvati e firmati 24 Contratti di Programma (di cui 11 da grandi imprese), che rappresentano un totale di investimenti pari a 555.252.889 euro. Per questi investimenti sono state concesse agevolazioni pari a 301.546.175 euro.
Inoltre con lo strumento P.I.A. PI.T. (Programmi Integrati di Agevolazioni nell’ambito dei Progetti Integrati Territoriali) sono stati approvati programmi di investimento industriale pari ad euro 111.880.846 e sono state concesse agevolazioni per 55.809.930 euro.
Con la nuova programmazione per il periodo 2007-2013, saranno destinati 1 miliardo 102 milioni per la competitività dei sistemi produttivi e l’occupazione.

La ricerca
La Regione Puglia attribuisce alla ricerca un ruolo prioritario per lo sviluppo e la competitività del proprio territorio e dell’Italia intera. Per questo con il Por (Programma operativo regionale) 2000-2006, l’Assessorato allo Sviluppo economico e Innovazione tecnologica ha concesso contributi per ricerca e sviluppo pari ad euro 190.831.801.
Queste risorse hanno sviluppato investimenti per 359.120.606 euro. Le iniziative ammesse a finanziamento sono state 413.
Ai contributi in conto impianti vanno aggiunti finanziamenti a tasso agevolato per € 80.134.543.
In particolare nel 2008 , per la ricerca sono stati approvati (nell’ambito dei P.I.A. P.I.T). programmi di investimento per un totale di 51.578.806 euro e concesse agevolazioni per 27.335.617 euro.
Inoltre, il 13 marzo 2008 è stato pubblicato l’avviso pubblico per la costituzione di reti di laboratori pubblici di ricerca che ha come scopo il potenziamento della capacità di offerta tecnologica del sistema della ricerca pubblica regionale. L’impegno assunto dalla Regione Puglia (Assessorato allo Sviluppo economico e Innovazione tecnologica) è stato pari a 28.500.000 €. Le risorse derivano dal Fondo aree sottoutilizzate (Fas) per il periodo 2005-2008 (destinate alla Regione Puglia con delibera Cipe 35/2005). A questa somma sono stati poi aggiunti altri 10 milioni di euro derivanti dall’Accordo di Programma Ricerca 3° Atto integrativo.
Sono in fase di pianificazione gli interventi per la nuova programmazione 2007-2013, che destineranno in tutto 581 milioni di euro per la promozione, la valorizzazione e la diffusione della ricerca e dell’innovazione.

La manovra anticrisi
Nel corso del biennio 2006-07 la Puglia ha attraversato una fase di considerevole espansione della propria economia con un aumento complessivo del Pil del 4% (+2,2 nel 2006, +1,8 nel 2007 – dato Istat). In particolare nel 2007 la Puglia ha visto crescere il proprio Pil dell’1,8%, come il Veneto, più della Lombardia (+1,7) e della media Italiana (+1,5) e in controtendenza rispetto al Mezzogiorno che ha registrato una crescita pari allo 0,7%.
Di fronte alla crisi economica globale, che rischia di compromettere questi importanti risultati, l’Assessorato allo Sviluppo economico ha reagito prontamente con una manovra anticiclica che mira ad aumentare l’attrattività della Puglia per nuovi investimenti nei settori meno esposti alla crisi internazionale e per la diffusione della cultura dell’autoimprenditorialità, come modello per l’ampliamento della base produttiva regionale.
La manovra anticrisi della Puglia è il più articolato pacchetto di sostegno pubblico all’economia mai varato in una singola seduta di giunta. Un’architettura completa capace di sviluppare investimenti produttivi per 1 miliardo di euro e di mobilitare prestiti bancari al sistema delle imprese per un altro miliardo.
La manovra è composta da 2 Regolamenti e 7 Bandi che iniettano nel sistema economico della Puglia 355milioni 770mila euro di fondi pubblici. Nessun settore è escluso: dalle imprese grandi medie e piccole, ai cassaintegrati, dalle donne ai giovani, dai disoccupati ai precari, dai ragazzi di Bollenti Spiriti a chi è sul punto di perdere il posto di lavoro, senza dimenticare il commercio nelle aree disagiate.
Nel pacchetto di misure antirecessive sono stati creati strumenti del tutto innovativi. Si tratta dei due Regolamenti: il “De minimis”, che disciplina gli aiuti di minore dimensione nei confronti delle piccole e medie imprese e il Regolamento per lo start-up che consente la costituzione di Microimprese da parte di soggetti svantaggiati. Il primo permette l’attivazione del Fondo di Garanzia regionale che mobiliterà prestiti per un miliardo di euro, il secondo è il più potente incentivo per l’autoimprenditorialità in Italia. Chi, in una condizione di debolezza, decide di cambiare vita avviando un’impresa in proprio, potrà ricevere un sostegno eccezionale: fino a 400mila euro, che copriranno anche i costi di funzionamento di un’azienda, come stipendi, affitti, bollette per cinque anni.

I bandi
I primi tre bandi della manovra anticrisi sono stati pubblicati in tempi record. Usciti sul Burp del 10 dicembre, erano già in linea sul portale dell’Assessorato allo Sviluppo economico www.sistema.puglia.it dal 3 dicembre. Si tratta dei Contratti di Programma regionali (che sviluppano investimenti per 550 milioni di euro mettendo in campo 130 milioni di fondi pubblici), degli Aiuti alle medie imprese ed ai consorzi di PMI (Piccole e medie imprese) per Programmi Integrati di Agevolazione (PIA) (che determinano investimenti per 270 milioni di euro, grazie ad 88 milioni di risorse pubbliche) e degli Aiuti agli Investimenti in Ricerca per le PMI (70 milioni gli investimenti sviluppati rispetto a 28 milioni di fondi pubblici). In tutti e tre i casi le domande dovranno essere presentate a partire dal 19 gennaio. Per i Pia e i Contratti di programma è prevista la procedura a sportello, che si chiude con l’esaurimento delle risorse, nel caso della Ricerca per le PMI invece la data di scadenza è il 20 marzo.
Le novità più rilevante riguarda proprio gli Aiuti alla Ricerca. Con questo bando fa il suo ingresso per la prima volta nella burocrazia regionale un’importante innovazione: la posta elettronica certificata (di cui si riferisce diffusamente nei paragrafi dedicati alle buone pratiche).
A conferma dell’interesse delle imprese, dei lavoratori e dei cittadini nei confronti della manovra, si è registrato un picco di contatti ( più del doppio della media) ogni volta che sono comparse notizie e aggiornamenti sui regolamenti e sui bandi.

I Distretti
L’Assessorato allo Sviluppo economico conclude l’anno tagliando un traguardo che si era posto tra i principali obiettivi del 2008: il riconoscimento di nove distretti produttivi, che interessano complessivamente 1297 imprese. L’Amministrazione regionale ha fortemente voluto e promosso la politica dei distretti. Il distretto produttivo è infatti una rete di imprese legate tra loro per comparti produttivi o per filiere. Queste aziende svolgono, con il coinvolgimento delle istituzioni, attività collegate, anche se in territori non confinanti tra loro. Tra le istituzioni spiccano soprattutto le università, i politecnici e i centri di ricerca (oltre ad associazioni, enti e sindacati) che collaborando con le imprese possono produrre innovazione rilanciando sui mercati la competitività del tessuto produttivo pugliese. L’Assessorato, che accompagna e promuove l’attività dei distretti, ha dato vita ad un’esperienza nuova per la Puglia ma anche originale in Italia: una tipologia di distretti industriali che promuovesse le filiere e i settori produttivi sganciandoli dai territori. In questo modo sono stati creati distretti nei quali può essere coinvolta non una sola provincia ma l’intero territorio regionale.
È andata così per tutti e nove distretti produttivi. I primi due sono stati riconosciuti a luglio 2008: il Distretto Produttivo Aerospaziale Pugliese (che riunisce 37 imprese) e il Distretto Produttivo del Legno e Arredo (84 imprese in tutto). Il 10 dicembre 2008 è stata la volta di sette nuovi Distretti produttivi e con questi di altre 1146 imprese. Si tratta del “Distretto Produttivo dell’Edilizia Sostenibile Pugliese (che conta 133 imprese), del “Distretto Produttivo della Nautica da Diporto in Puglia” (70 imprese), del “Distretto Produttivo della Filiera Moda Puglia” (230 imprese), del “Distretto Logistico Pugliese” (111 imprese), del “Distretto Produttivo Lapideo Pugliese” (201 imprese), del “Distretto Produttivo Pugliese delle Energie Rinnovabili e dell’Efficienza energetica ‘La Nuova Energia'” (263 imprese), del “Distretto Produttivo dell’Ambiente e del Riutilizzo” (138 imprese). Sono stati riconosciuti dopo un lavoro complesso condotto dall’Assessorato allo Sviluppo economico che ha portato ad accorpare tredici progetti diversi in soli sette distretti. Grazie ai distretti sarà incrementata la competitività e conquistate fette di mercato e quote di export. Oggi in Puglia i settori più strategici della nostra economia sono già Distretti produttivi.
Le proposte presentate entro febbraio 2008 all’Assessorato allo Sviluppo economico erano in tutto 59, ma il numero totale dei Distretti in Puglia dovrà aggirarsi intorno alla quindicina.
Oltre ai distretti produttivi, sono stati riconosciuti due distretti tecnologici il DARE di Foggia per l’Agroalimentare e il Distretto tecnologico nazionale dell’Energia che avrà sede in Puglia. Inoltre la Puglia ha dato vita con Piemonte e Campania al Metadistretto dell’Aerospazio.

L’energia
Il 2008 è stato un anno di svolta per le energie rinnovabili. Sono arrivate al compimento dell’iter di autorizzazione unica, solo in quest’anno, più del 37% (il dato preciso è 37,49%) degli impianti complessivamente autorizzati fino ad oggi. Questo significa che nel 2008 l’Assessorato allo Sviluppo economico ha avviato alla conclusione procedure per un totale di 369,83 Mw sviluppati da 13 impianti, che rappresentano a loro volta il 36% del totale degli impianti che hanno ricevuto l’autorizzazione unica fino ad oggi.
Entrando nel dettaglio, nel 2008 sono stati autorizzati 4 impianti di energia eolica (che sviluppano complessivamente 173,40 MW di potenza). Sono in fase di autorizzazione (l’iter si conclude a gennaio) altri 3 impianti di eolico (90,70 MW), 1 di biomasse (39 MW) e 5 di fotovoltaico (66,728 MW), per un totale di 9 impianti, che sviluppano in tutto 196,43 MW di potenza. Questi 196 e più MW si aggiungeranno ai 789,98 MW e 27 impianti autorizzati fino ad oggi.
Tirando le somme, a gennaio il totale delle autorizzazioni uniche concesse arriverà a sfiorare i 1000 MW con 36 impianti, dei quali 24 di eolico, 6 di biomasse, 6 di fotovoltaico.
Questo conferma la posizione leader della Puglia nelle energie rinnovabili: oggi la nostra regione (che produce da tutte le fonti energetiche l’88,8% di energia in più rispetto al suo consumo) genera il 25% dell’energia eolica nazionale, posizionandosi prima in Italia per la produzione da questa fonte energetica. Inoltre produce il 10% dell’energia elettrica nazionale da fotovoltaico, collocandosi al terzo posto in Italia (a gennaio sarà la prima) ed è quarta per le biomasse perché produce il 7% circa di energia da questa fonte rinnovabile sul totale del Paese, ma è destinata anche in questo caso a salire in graduatoria.
L’incremento è legato anche all’importante semplificazione prevista per la prima volta in Italia dalla Regione Puglia attraverso la legge n. 1 del 19 febbraio 2008. La norma prevede per gli impianti fino ad 1 megawatt l’avvio dell’attività con la Dia (Denuncia di inizio attività) che si presenta ai Comuni, saltando quindi il complicato iter autorizzativo regionale valido per gli impianti più grandi.

L’internazionalizzazione
Nel 2008 l’Assessorato ha fortemente sostenuto l’internazionalizzazione. Sono stati realizzati seminari, missioni di operatori pugliesi all’estero e di operatori esteri in Puglia, oltre alla partecipazione a fiere campionarie e specialistiche che si sono svolte in Gran Bretagna, Germania, Albania, Spagna, Italia, Australia, Stati Uniti, Francia, Russia, Emirati Arabi. Si è trattato di oltre 30 iniziative alle quali hanno partecipato attivamente 1500 operatori tra rappresentanti delle imprese e dei consorzi, delle istituzioni, del sistema universitario e della ricerca.
I consorzi agro-alimentari, turistico-alberghieri ed export hanno ricevuto per le attività di internazionalizzazione 12milioni 711mila euro, quasi 5milioni di euro in più rispetto alle risorse stanziate inizialmente, ottenuti con un lavoro minuzioso sui capitoli di bilancio attuato anche attraverso il recupero di vecchie economie. Così sono saliti a 96 i consorzi che hanno ricevuto i contributi rispetto ai 61 iniziali.
Uno sforzo notevole che ha portato grandi risultati sul fronte dell’export: l’ultimo dato Istat riferito ai primi nove mesi del 2008, rileva una crescita pari al 9,7 per cento rispetto all’anno scorso, contro il 5% dell’Italia e l’8% dell’Italia meridionale. Un risultato che appare ancora più degno di nota se si tiene conto della crisi economica globale e del livello dell’export sino a due anni fa: nel 2006 la Puglia era l’unica regione nel Mezzogiorno ad aver registrato un calo delle vendite estere, rispetto al 2005, dell’1,6%. Nel 2007 il primo segnale di crescita con un +3,5% , fino ai risultati di oggi.

Buone pratiche: “Artigiani in un giorno”
Dal I ottobre 2008, l’Assessorato allo Sviluppo economico ha avviato il nuovo iter per diventare aritigiani, una vera rivoluzione annunciata con la legge regionale n. 1 del 19 febbraio 2008 (art. 28). Le procedure amministrative per la costituzione di un’impresa artigiana sono state snellite radicalmente. Per iscrivere un’azienda all’Albo degli artigiani della Regione, basta, infatti, una semplice comunicazione in sostituzione della vecchia domanda. Una differenza abissale rispetto al passato perché, attraverso la comunicazione, il cittadino autocertifica il possesso dei requisiti di legge e passa direttamente all’iscrizione, riducendo i tempi burocratici dai tre mesi (ma a volte si arrivava a sei) a meno di una settimana. Infatti per iscrivere (ma anche modificare o cancellare) un’impresa artigiana all’Albo provinciale, basta collegarsi al portale www.sistema.puglia.it, aprendo la pagina alla sezione artigianato, stampare il modello, compilarlo e presentarlo personalmente o con una raccomandata alla Commissione Provinciale Artigianato presso la Camera di Commercio della provincia dove ha sede l’impresa.
Secondo la vecchia procedura invece l’aspirante imprenditore artigiano era tenuto a produrre domanda di iscrizione all’Albo delle imprese artigiane nel Comune dove svolgeva l’attività. Il Comune poi, compiuti gli accertamenti di competenza, doveva trasmettere la domanda (entro 20 giorni dalla data di ricezione) alla relativa Commissione provinciale per l’Artigianato, che poi aveva il compito di deliberare in merito, entro 60 giorni dalla data di presentazione al Comune. Al tutto si aggiungevano vari ritardi burocratici, che amplificavano ulteriormente i tempi.
In questi giorni è stato completato il monitoraggio del primo mese di attività dal varo del nuovo iter per diventare artigiani: l’obiettivo è stato raggiunto. Nel mese di ottobre sono pervenute infatti 1.192 comunicazioni. Di queste, 1.045 erano già informatizzate nel tempo massimo di una settimana dalla data di presentazione. Si tratta dell’87,66% del totale. Un successo per una pratica del tutto nuova. Il picco dell’efficienza è stato raggiunto a Taranto che nell’arco di sette giorni ha informatizzato il 100% delle comunicazioni pervenute, seguita da Foggia (con il 98,73%) e Brindisi (con il 98,24%). Infine Lecce, dove la percentuale di informatizzazioni ha raggiunto il 94,31% delle comunicazioni pervenute, e ultima in graduatoria Bari con il 62,42%.
Questa buona prassi sarà replicata presto in altri settori, anche perché ha costituito un caso esemplare in Italia: la Puglia è stata la prima Regione in Italia con la Lombardia a vararla e proprio alla legge pugliese si è ispirata la Conferenza delle Regioni. Nell’incontro del 30 luglio 2008 è stato approvato un documento di indirizzo per l’avvio di un’impresa artigiana nel quale si prevede che l’iscrizione all’Albo delle imprese artigiane avvenga, come in Puglia, attraverso una comunicazione e non più una domanda.

Buone pratiche: “La posta elettronica certificata”
Con il bando “Aiuti alla ricerca” pubblicato sul Burp del 10 dicembre 2008 e incluso nella manovra anticrisi, ha fatto per la prima volta fa il suo ingresso nella burocrazia regionale la posta elettronica certificata.
Chi desidera partecipare a questo bando, per la prima volta ha a propria disposizione l’innovativa modalità on-line. Non più lettera raccomandata e documenti, ma posta elettronica e autocertificazione, purché la posta elettronica sia certificata e il legale rappresentante abbia la firma digitale.
Questa procedura permette di risparmiare carta e costo della documentazione, ma soprattutto di abbattere i tempi del 50 per cento. Si calcola che dall’uscita del bando alla graduatoria provvisoria si possa velocizzare di sei mesi l’intero iter. Un’innovazione fondamentale soprattutto in tempi di crisi, tant’è che è stata prevista dallo stesso Tremonti nella propria manovra anticiclica. Solo che nel caso del Governo nazionale la novità sarà operativa fra tre anni.
La “posta elettronica certificata” è un servizio di e-mail che permette di ottenere la garanzia del ricevimento e dell’integrità del messaggio ricevuto da parte del destinatario. In Italia è equiparata a tutti gli effetti di legge alla spedizione di una raccomandata cartacea con ricevuta di ritorno.

Buone pratiche. “La cessione del credito snella a favore delle imprese”
L’assessorato allo Sviluppo economico ha attuato una importante semplificazione nella cessione del credito che mette fine ad una procedura complicatissima prevista dalla legislazione nazionale. Da oggi in Puglia è possibile per le aziende che vantano un credito nei confronti della stessa Regione, rivolgersi alle banche o agli intermediari finanziari per ricevere la liquidazione dei pagamenti. La “cessione del credito” semplificata diventa una nuova realtà pugliese grazie ad un articolo (il n.9) inserito nella Legge regionale che ha approvato l’Esercizio provvisorio di Bilancio.
Così in Puglia diventa tutto più semplice: un fornitore anziché aspettare il pagamento della fattura da parte della Regione si rivolge alla banca che gli liquida la somma, il fornitore da parte sua cede alla banca, in forma snella, il credito, così la Regione nei tempi prestabiliti pagherà l’istituto bancario e non più il fornitore.
In questi giorni l’Assessorato allo Sviluppo economico e l’ABI (l’Associazione Bancaria Italiana) stanno definendo le procedure opportune per dare rapida attuazione ad una norma così importante nella crisi di liquidità che affligge il sistema produttivo.

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