Danni alla costa, aumentano i reati in Puglia

Riprenderà a funzionare domani il numero verde per le segnalazioni contro reati a danno del mare e della costa. Il servizio, giunto al suo sesto anno grazie all’intesa tra Regione Puglia (assessorato alla cittadinanza attiva e al demanio marittimo) e WWF, mai come oggi può ritenersi molto prezioso. Dopo la sensibile regressione delle infrazioni negli ultimi tre anni, infatti, nelle attività di monitoraggio, svolte poco prima della stagione estiva, si è registrato un aumento delle violazioni.

“Quest’anno purtroppo”, ha esordito l’assessore al demanio marittimo Minervini, “abbiamo riscontrato un ritorno di fenomeni di forte aggressione alle coste, in particolare attraverso l’abusivismo”. Cementificazione, costruzioni, inquinamento e impedimento del libero accesso ai litorali. “Non sono prassi diffuse”, ha specificato, “si tratta di un numero circoscritto di aree colpite. È il classico colpo di coda della cultura dell’abusivismo, e per questo noi continueremo la nostra azione con lo stesso livello di guardia”. Uno zoccolo duro di una sorta di subcultura, insomma, difficile da combattere.

Sono stati 45 gli interventi effettuati su territorio demaniale oggetto di illeciti nella prima parte della stagione, in un’area comprendente ben ventisette comuni costieri pugliesi (40%). Tra questi, sette sono stati direttamente censurati dalla Regione Puglia per mancata osservanza delle leggi sulla tutela del patrimonio costiero. “I casi in questione”, ha sottolineato il dirigente Michele Loffredo, “riguardano attività concessoria illegittima, la realizzazione di manufatti abusivi e omessa attività sanzionatoria”. Ma non è tutto.

“Tra le segnalazioni degli anni scorsi”, ha aggiunto Pasquale Salvemini, responsabile WWF Puglia, “vi è sempre stata la mancata pulizia delle spiagge pubbliche”.
Il numero 800 085 898 sarà attivo fino a settembre tutti i giorni, dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00. “Ai cittadini”, ha concluso Guglielmo Minervini, “chiediamo grande partecipazione. Perché le buone pratiche sono in larga parte prevalenti, ma ora dobbiamo essere tutti impegnati a isolare le criticità”.

Danilo Calabrese

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