Slitta la legge sul turismo. Comunità Montane addio.

Rinviata al prossimo consiglio regionale la discussione della legge di privatizzazione del settore fieristico regionale, resta in sospeso anche il disegno di legge sulle professioni turistiche e si scatena la polemica. Il capogruppo di FI Rocco Palese, infatti, parla di «bocciatura bipartisan alla gestione del settore turistico pugliese targata Ostillio» e ricorda di aver chiesto la verifica del numero legale in aula al momento della votazione sul ddl. «Ebbene, la maggioranza non aveva i numeri e questo dimostra che Ostillio non gode più neanche dell’appoggio della sua maggioranza». Polemiche, queste, che si aggiungono a quelle sull’assenza dell’assessore al Turismo all’audizione, fissata per domani, sulla questione «calda» dei fondi Por destinati alle Notti bianche. Ma Ostillio non ci sta e replica a stretto giro sottolineando «il comportamento irresponsabile dell’opposizione che in aula ha fatto mancare il numero legale, impedendo l’esame del provvedimento riguardante la regolamentazione delle professioni turistiche».

Tornando alle Fiere, sarà la seduta del 17 dicembre a dire l’ultima sulla riforma che prevede l’affidamento ai privati dell’attività di organizzazione e gestione delle manifestazioni, con la possibilità per gli enti pubblici di partecipare al capitale fino ad una soglia del 49%, oltre alla proprietà immobiliare delle strutture. Il presidente della quarta Commissione, Dario Stefàno, ha fissato giovedì l’approfondimento sul testo.

Approvato a maggioranza, invece, il ddl sul trasferimento delle funzioni e dei compiti amministrativi al sistema delle Autonomie locali e che fa sparire le tanto criticate comunità montane. In base alla Finanziaria nazionale, solo quelle sopra i 500 metri restano in vigore (in Puglia c’è solo quella del Subappenino settentrionale), per le altre (5 in tutto) si prevede lo scioglimento – col trasferimento dei circa cinquanta dipendenti alle Province – e la costituzione delle Unioni dei Comuni interessati dal bacino. Qualora, entro un mese (inizialmente la legge fissava in 90 giorni la scadenza) le Unioni non dovessero essere giudicate ottimali, la giunta provvederà a trasferire le competenze alle province. Per An il ddl proposto dall’assessore Minervini rischia di far proliferare «gli enti pur reputati inutili», perché «si fanno rientrare dalla finestra quel che si sosteneva di metter fuori dalla porta, ossia delle simil-comunità montane»

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