Mare Italia fermo al palo, le vendite non decollano

Un prodotto sempre più difficile da vendere, con prezzi troppo alti e scarsi incentivi per le famiglie. Da un inchiesta pubblicata negli scorsi giorni da “TTG Italia”, rivista specializzata nel settore turistico, gli agenti di viaggio non hanno dubbi: il mare italiano si vende a fatica, ancor più che lo scorso anno, battuto inesorabilmente dall’offerta balneare dei maggiori competitor del Mediterraneo. E’ un quadro scoraggiante quello dipinto dai dettaglianti: i prezzi alti e la mancanza di incentivi in alta stagione spaventano soprattutto le famiglie, target di riferimento dell’offerta nostrana, spinto verso mete di medio raggio. E’ la Spagna sembra essere la principale concorrente delle coste italiane.Da Milano le agenzie viaggi confermano che «le più gettonate sono le Baleari, per un migliore rapporto qualità/prezzo» e che «la richiesta di cataloghi per il mare Italia non manca, ma poi non si concretizza a causa dei prezzi alti, così i clienti si orientano su altre mete mediterranee». Sotto accusa la scarsa sensibilità degli operatori italiani alle esigenze del segmento famiglie. «Ci sono strutture che incentivano le coppie con bambini, ma mai nel mese di agosto. – spiegano i dettaglianti – Le proposte del mare estero sono economicamente più attraenti per la famiglia italiana media; prezzo base più interessante, soggiorno gratuito per i più piccoli. In alcuni resort italiani, invece, i tour operator prevedono addirittura una tariffa per i neonati».

Se ci si sposta a Bergamo il trend viene confermato visto che «Spagna e Tunisia si fanno la guerra sul prezzo, ma la Spagna domina su tutto il Mediterraneo». Anche per operatori del settore vendita di Firenze «c’è molta richiesta per le isole spagnole, che hanno prezzi concorrenziali; la spesa tutto compreso è più o meno equivalente a quella di una vacanza in Italia senza il viaggio di andata e ritorno».

A frenare le prenotazioni per il Mare Italia e per il Mezzogiorno sono soprattutto i trasporti inadeguati. «Mancano i voli per il Sud, dove ci sarebbe più richiesta – punta il dito un’addetta alle vendite di Vicenza – e quando l’alternativa è un viaggio troppo lungo le famiglie fanno la scelta più ovvia: i pacchetti all’estero con charter compreso».

La politica dei prezzi non è in grado, dunque, di stimolare il mercato di fascia media. Una situazione in cui sembra far di nuovo capolino una vecchia abitudine dei turisti: la prenotazione sotto data. «Si fa fatica a vendere il mare italiano, e la tendenza a prenotare tardi diventa sempre più forte. – rileva un operatrice di viaggi di Vasto – I tour operator che hanno i resort più cari propongono gratuità o riduzioni sui voli per i bambini, ma di solito il mese di agosto rimane escluso da queste facilitazioni».

Da Roma i segnali sono gli stessi. «Spesso ci si organizza da sè e il resto lo fanno i prezzi alti. – lamentano – I tour operator puntano molto sulle promozioni per chi prenota in anticipo, ma l’advance booking fa poca presa, forse perchè i vacanzieri non amano sentirsi vincolati. La domanda per l’estate, infatti, non è ancora decollata».

Anche da Perugia si ribadisce che «la richiesta è tendente allo zero. Purtroppo avanza il fai da te». Si rincara la dose da Carpi: «Il mare italiano non si vende proprio. Addirittura è in diminuzione rispetto all’anno scorso. – conferma – Molti contattano direttamente le strutture che già conoscono. C’è qualche richiesta solo per i villaggi che hanno una buona percentuale di repeater. I tour operator, però, non abbassano i prezzi, convinti che le vendite partiranno più tardi». A cogliere qualche timido segnale di incoraggiamento di fronte allo stallo delle prenotazioni c’è la Campania: da Avellino si spiega che «la sensazione generale è che siano tutti in attesa anche se qualche grosso operatore cerca di stimolare i dettaglianti proponendo overcommission sui grandi volumi di traffico».

Unica eccezione nel panorama italiano, caratterizzato da vendite ancora scarsissime, è la Sardegna, la sola destinazione balneare che riesce a smuovere un mercato sostanzialmente fermo. L’isola riceve richieste da tutt’Italia e, secondo alcuni, ha un bacino di utenza diverso da quello prevalentemente “familiare” del mare tradizionale.

Le famiglie cercano soprattutto villaggi turistici al Sud con molti servizi specifici per bambini. La Sardegna, invece, è richiesta soprattutto da coppie o da piccoli gruppi di amici. La Sardegna rimane perciò senza dubbio tra le mete italiane più gettonate. Così, in questo clima poco esaltante, il Gargano è in buona compagnia.

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