Guide turistiche qualificate, in Puglia servirà la laurea

Niente più improvvisazione per svolgere la professione di guida turistica bisognerà possedere una laurea triennale e sarà necessario superare un esame di abilitazione. Fino a ieri la Puglia era l’unica regione d’Italia a non aver mai legiferato sulle professioni turistiche: ieri il Consiglio, con il voto contrario del centro-destra, ha approvato la proposta firmata da Massimo Ostillio. «Un altro traguardo importante – ha detto l’assessore al Turismo – che consentirà alla Puglia di rafforzarsi come destinazione di successo».

Le norme, scritte in collaborazione con l’assessorato al Lavoro, prevedono l’istituzione di albi distinti per le varie qualifiche professionali: guida turistica, accompagnatore turistico, guida ambientale escursionistica, guida turistica sportiva, interprete turistico e operatore congressuale. La responsabilità degli albi sarà delle Province, che a regime saranno chiamate a organizzare esami con cadenza almeno biennale: ma è stato previsto un sistema transitorio per consentire l’iscrizione negli albi a chi già esercita l’attività. «Abbiamo colmato un lungo vuoto normativo», dice Dario Stefano dal Pd. Rocco Palese spiega invece il «no» del centro-destra con «l’atteggiamento pregiudiziale e schizofrenico della maggioranza»: il capogruppo di Forza Italia si riferisce alla richiesta (respinta) di eliminare l’obbligo del libretto sanitario e del godimento totale dei diritti politici. «Un’altra legge regionale – argomenta – ha già eliminato l’obbligatorietà del libretto sanitario individuale, mentre non si capisce perché chi venga interdetto dalla patria potestà non possa fare la guida turistica».

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