Un governo istituzionale per salvare l’ente montano

Il governo istituzionale è l’unica via percorribile che si è parata dinanzi all’ente montano, l’unica in grado di consentirgli di uscire dall’incubo in cui lo hanno fatto piombare gli arresti choc dell’ex Presidente Nicola Pinto e dell’ex assessore Peppino Maratea dell’11 gennaio scorso per una storia di presunte tangenti. Un esecutivo da grande ammucchiata con dentro tutti i partiti, è da considerare quale unico pertugio, rimasto ancora aperto in fondo al tunnel che si è spalancato dinanzi alla struttura di via Sant’Antonio Abate a Monte Sant’Angelo. Se poi si considera il rigetto della richiesta difensiva di scarcerare i due amministratori sotto inchiesta per concussione, l’ipotesi governo istituzionale si impone ancor più.

I giudici del riesame hanno infatti ribadito la gravità del quadro indiziario. E così la cronaca giudiziaria si intreccia con quella politica. L’ipotesi del «tutti assieme» si rafforza quindi ancor più. Nel contempo emerge la necessità di far presto e di ripartire; c’è la consapevolezza di ricorrere a tempi rapidi per rilanciare l’organo esecutivo in stand-by ormai da troppo tempo. Per questo vi è la necessità di ricostruire la giunta, integrarla nella sua interezza numerica e dotarla infine di copertura e sostegno politico. E ieri erano al lavoro proprio a Monte Sant’Angelo le forze politiche per raggiungere tale traguardo.

Circa i dubbi di natura normativa che avevano bloccato nei giorni scorsi il via al governo istituzionale (si pose il quesito al Prefetto Sandro Calvosa circa le competenze spettanti all’attuale organo rappresentativo, in regime di prorogatio in seguito alla scadenza quinquennale del mandato dei trentanove consiglieri caduto lo scorso 22 ottobre in merito al varo del nuovo esecutivo di salute pubblica), la risposta della Prefettura dell’altra sera ha in buona parte dipanato la matassa. E di fatto è diventata un semaforo verde: questo consiglio può varare quanto sta progettando. Per cui via libera al governo istituzionale. Adesso è la politica che si deve muovere. Assumersi le proprie responsabilità, riprendere il cammino interrotto. Dare dimostrazione di efficienza, di capacità. Anche perché, e questo è un dato che potrebbe fungere da spauracchio nell’immediato futuro, bisogna fare i conti con le volontà di Nichi Vendola. Al governatore della regione Puglia, un ente montano del Gargano, già in picchiata di consensi per via della storia di presunte tangenti che ha colpito ex presidente ed ex assessore, incapace di rialzarsi dopo la batosta subita, potrebbe risultare «indigesta», tanto da prendere a pretesto, a mò di alibi l’argomento, per decisioni estreme circa l’esistenza o meno in futuro della stessa struttura montana. Appuntamento a lunedì 4 febbraio quando il dado dovrà essere tratto. E’ questa l’ultima novità della riunione di ieri dei vari capigruppo.

Articolo tratto da “LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO” edizione del 30/01/2008

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