Rodi Garganico, il sindaco D’Anelli rinuncia al compenso per i prossimi 5 anni

Carmine d’Anelli Alla sua seconda legislatura, iniziata lo scorso maggio con elezione plebiscitaria (66% dei consensi), il sindaco di Rodi Garganico. Carmi­ne D’Anelli, fino a qualche anno fa iscritto a Forza ltalia, oggi, in una sorta di standby politica, anche per i prossimi cinque anni continuerà a non percepire l’indennità di carica che, per i Comuni inferiori ai cinquemila abitanti il cui l’im­porto, che viene determinato dalla giun­ta comunale, non dovrebbe mai scen­dere sotto i duemila euro.

Comunque, molto di più dello stipendio di un dipendente della pubblica amministra­zione. Una scelta da parte del primo cit­tadino di Rodi Garganico pienamente condivisa da assessori e consiglieri del­la sua maggioranza, tant’è che anche gli stessi componenti l’Esecutivo hanno detto no a qualsiasi forma di retri­buzione. Le uniche spese a carico delle casse comunali riguardano quelle dei rim­borsi nel caso di missione.

Non crediamo che di esempi similari ce ne siano poi tanti, anzi, riteniamo che siano rari come le mosche bian­che. Sono numerose le decurtazioni dell’indennità, ma contenute in un ma­gro dieci per cento, rarissime, invece, almeno per quanto ci consta, le rinunce all’intera indennità. Ecco perchè il sin­daco di Rodi Garganico ha, in questo senso, un vero e proprio primato. Senza voler fare i conti in tasca del primo cittadino (funzionario delle Fer­rovie del Gargano) non crediamo che l’indennità sarebbe stata proprio non importante nel bilancio familiare.

Da evidenziare un altro elemento che va a tutto merito del sindaco D’Anelli. Nel corso della campagna elettorale, del fatto che, in caso di elezione avrebbe rinunciato all’indennità di carica, in­sieme con tutti i componenti la giunta. D’Anelli non ne ha fatto cenno. Eppure, avrebbe potuto sbandierarlo ai quattro venti per mettersi una medaglia sul petto, anche perchè aveva dalla sua parte un dato oggettivo, appunto, la rinuncia all’indennità già nel primo mandato elettorale. Avrebbe, quindi, potuto usare questa carta per farne il suo cavallo di bat­taglia per attirare altro consenso. Infatti, la decisione di non pesare sul bilancio comunale, D’Anelli la prese, insieme ai suoi più stretti collaboratori, sin dal primo giorno in cui salì a Palazzo di città, cioè, oltre sei anni addietro.

In un momento di forte congiuntura a livello nazionale, al punto tale che in tanti fanno fatica, come suol dirsi, a sbarcare il lunario, e nella quarta set­timana sono costretti a stringere la cinghia, l’esempio del sindaco di Rodi Garganico va nella direzione giusta che è quella di ridurre le spese dell’apparato politico e, con le risorse recuperate, contribuire a migliorare i servizi a favore dei cittadini. Sarà pure una goccia in un mare di sprechi, comunque è un seme che, se ben coltivato, potrà germogliare.

Rodi Garganico, in questo senso, ha una sua lunga tradizione. Uno su tutti, Teodoro Moretti, sin­daco per diverse legislature, era ap­prezzato per la sua parsimonia e ge­nerosità. Anche i suoi spostamenti isti­tuzionali da Rodi Garganico per Foggia e Bari, ma anche quando si recava a Roma, non erano mai a spese dell’ente comunale.

Francesco Mastropaolo

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