Rodi dà l’addio alla Comunità. Il sindaco: «Ente ormai inutile»

Oggi il Consiglio comunale di Rodi Garganico porrà la parola fine sulla sua presenza alla Comunità montana del Gargano. Tra gli accapi all’ordine del giorno c’è, infatti, il “distacco del Comune di Rodi Garganico dall’ente montano”. Una decisione, come suol dirsi, annunciata. Il sindaco, Carmine D’Anelli, da alcune settimane aveva preannunciato che non c’erano più le condizioni per continuare a far parte di un Ente che, nonostante il terremoto giudiziario (gli arresti di presidente e assessore alla cultura), da parte della stragrande maggioranza dei consiglieri, non c’era stata l’esatta dimensione delle difficoltà in cui si era venuto a trovare. Dopo l’ennesima fumata nera sulla elezione di un nuovo esecutivo in grado di superare l’emergenza, ma garantendo comunque una governabilità con il concorso di tutte le componenti (al di là delle proprie posizioni politiche), si è continuato a far finta di nulla, lasciando, praticamente, la Comunità montana senza un governo e senza una pur minima strategia per impedire la sua paralisi. Un ente che, a questo punto, disse D’Anelli è “soltanto funzionale a quanti hanno interesse ad occupare spazi politici senza preoccuparsi di garantire alle comunità amministrate quei servizi per i quali sono nati gli enti montani. Prova ne sia – spiega il sindaco – che a tutt’oggi, si continua a far finta di niente e a continuare a lasciare l’ente in balìa di se stesso, senza alcuna prospettiva; anzi, è prefigurabile che, da qui a giugno (quando si insedierà il nuovo consiglio adeguacomunale di San Giovanni Rotondo n.d.c.) non si muova proprio nulla e, quindi, a soffrirne sarà la stessa ordinaria amministrazione”. D’Anelli sottolineava anche l’insipienza della stragrande maggioranza dei Consigli comunali che non avevano ancora nominato i propri rappresentanti, visto che lo scorso 22 ottobre erano scaduti i cinque anni di legislatura della Comunità montana. Quanto sta accadendo, per D’Anelli è, dunque, la rappresentazione del quadro confusionale che prevale su quella che avrebbe dovuto essere una strategia che i consiglieri avrebbero dovuto darsi per far sì che l’ente montano scivolasse nell’ingover nabilità. Il dato concreto è, infatti, quello che si è continuato a discutere di esecutivo, di candidature alla presidenza dell’ente come se fosse questo il momento di mettere mano al manuale al sempre attuale manuale Cencelli (formula algebrico-deterministica per regolare la spartizione delle cariche pubbliche in base al peso elettorale), quando invece, la situazione richiede decisioni coraggiose, nel senso che bisogna guardare avanti e fare fronte comune, per evitare che alla Regione arrivino segnali di ingovernabilità. Vogliamo soltanto ricordare che la giunta regionale sta per decidere proprio del futuro della Comunità montana del Gargano, per la quale, in prospettiva, potrebbe esserci una cura dimagrante, cioè, un forte ridimensionamento del numero dei Comuni (oggi ne sono ben tredici) che vi fanno parte. D’Anelli aveva proposto l’azzeramento dell’attuale esecutivo e, subito dopo, affidare all’assemblea consiliare la formazione di una nuova giunta.

Commenta

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

error: Se ti interessa un contenuto contattaci su blog@rodigarganico.info!

Condividi il post con i tuoi amici