Parco, tutti contro tutti. D’Anelli difende Gatta.

Il sindaco di Rodi Garganico, Carmine D’Anelli, non fa sconti a nessuno. Punta l’indice contro il collega di Manfredonia, Paolo Campo, al quale rimprovera atteggiamenti poco coerenti con il suo ruolo di primo cittadino di una realtà importante come Manfredonia che ha un peso notevole all’interno della Comunità del parco. Per D’Anelli, Campo non fa altro che anteporre agli interessi della comunità amministrata, quelli del partito di appartenenza.

«Prova ne è – sottolinea – che ha preferito eclissarsi e, quindi, non partecipare alla riunione della comunità del parco, nascondendosi dietro l’anonimato di un comunicato per lanciare accuse infondate». Ma D’Anelli non meno tenero è nei riguardi del direttore dell’ente, Filomena Tanzarella che, a quanto pare, brillerebbe per assenteismo e per il rinvio delle soluzioni alle classiche calende greche. Pollice verso nei riguardi del sindaco di Manfredonia, Paolo Campo e del coordinamento del Partito democratico, anche da parte del consigliere comunale di Rodi Garganico, Michele Azzellino, per il quale dal centro sinistra ci sono «solo posizioni di parte e nessuna soluzione definitiva». Infatti, dice Azzellino, a proposito dell’ente parco, è «inutile attaccare l’operato (se pur non pienamente condivisibile) del presidente Giandiego Gatta e tacere sull’immobilità totale della Comunità montana del Gargano dove gli organi più alti appartengono al Partito democratico. Tant’è che il coordinamento del partito democratico, guidato da Paolo Campo, non si è espresso in merito alle vicende del mal governo della Comunità montana che da otto mesi si trova nella totale immobilità amministrativa e programmatica. Per questo quando si parla di fallimenti amministrativi degli enti bisogna includere anche la Comunità Montana. Ma questo non avviene perchè sono gli stessi uomini del Pd che mantengono in piedi un ente non più rappresentativo delle comunità che ne fanno parte».

Prova ne è che nonostante il termine del quinquennio della Comunità Montana del Gargano, sia scaduto il 22 ottobre scorso, comuni vicini al Partito democratico, ancor oggi non nominano i loro rappresentanti. In conclusione, Azzellino si augura che il coordinamento del partito democratico inizi ad affrontare le questioni di “casa propria” per poter dare l’esempio di vero cambiamento ed innovazione politica da classe dirigente he si considera nuova”, per poi affrontare con maggiore forza le questioni relative al parco del Gargano. Un muro contro muro, dunque, che continua ad immobilizzare enti importanti, quali Comunità montana del Gargano ed Ente parco.

Articolo a firma Francesco Mastropaolo tratto da “LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO” edizione del 22/02/2008

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