Nicola Mitrione alla Provincia di Foggia

Se le istanze, gli uomini, le questioni e le pulsioni territoriali che la politica dei grandi partiti e delle coalizioni forzate ha ignorato in tutti questi tempi (o ha fatto finta di cooptare solo nei momenti topici della loro stessa esistenza che sono poi i confusionari appuntamenti elettorali) in nome di logiche di potere e di opportunismo tattico, riescono a trovare spazio, dignità, voce e fortuna in una espressione pluralista, come quella della nascente Sinistra l´Arcobaleno, si fa un bene alla democrazia partecipata, si fa un bene al territorio e agli uomini che lo vivono e si getta una luce di speranza su un gran numero di elettori “non allineati”, sfiduciati o disinteressati che nei luoghi marginali del Gargano attendono risposte dalla politica più di quanto si possa credere o immaginare.

La gente sente il bisogno di una Politica nuova, di una politica al servizio delle questioni, vicina alle ingiustizie, al precariato (non solo del lavoro ma anche esistenziale, fisiologico e di aspettative in genere); lancia l´allarme per una partecipazione non più passiva e ripiegata in una massa informe e muta nelle scelte determinanti sui temi sociali, civili, di salute che pregiudicano il futuro delle comunità; chiede fortemente che radici comuni, identitarie e di bisogni condivisi siano messi in agenda con urgenza (il “fate presto” di Pietro Ingrao lo si può leggere soprattutto così) per far sì che le aspettative di chi sta indietro, troppo indietro, nelle aree marginali, non sia giocato dai soliti contenitori vuoti e da chi svende in chiave autoreferenziale o per fini discutibili un largo (larghissimo, purtroppo) consenso. Si deve avere la forza di invertire questa tendenza, dunque.

È tempo di provare a costruire insieme una alternativa di società anche giù da noi, nelle aree periferiche del mezzogiorno e della nostra regione, è l’ora di altre ipotesi di sviluppo e di autodeterminazione e l’ora di dar vita a un´idea pasoliniana di progresso (la piena realizzazione dell´uomo cittadino e non dell´uomo-consumatore/elettore) che abbia dietro spinte e forze non più affidate a momenti occasionali e di indignazione emotiva. Un forte processo che parta dal basso, di discussione e di partecipazione attende quindi la Sinistra, anche garganica, alle porte di questa nuova fase politica che deve tenere la rotta su tematiche, idee e progetti che le si confanno, che la possano contraddistinguere.In un momento in cui è chiaro, a leggere i programmi, quanto siano distanti i partiti mediatici dalle complesse sfide della globalizzazione in nome di un´idea di semplificazione e di modelli di sviluppo di chiara aggressione affaristica alle peculiarità dei territori e dell´ambiente. Bisogna capacitarsi che esiste un mondo dove il localismo rivendica con ansia risposte e regole non per inutile campanilismo ma per concreti bisogni di armonia sociale; occorre far fronte alla piena realizzazione delle categorie e dei meriti professionali perché si esca dalle solite scelte elitarie e dequalificate e si comincino a valorizzare forme di occupazione stabile, qualificata e le competenze.

Ecco perchè il mio impegno politico lo rivolgo:- innanzitutto ai giovani del Gargano- molti di questi non andranno neppure a votare – che retrocedono rispetto ai padri perché non hanno un futuro di occupazione, di fiducia e di possesso davanti a loro.

– ai cervelli mortificati che restano (non ci sono solo quelli in fuga), costretti o a forme ignominiose di precariato che ne deprimono il loro talento o ad accettare, per impotenza, il vecchio malcostume della clientela per realizzarsi professionalmente. “Un giovane non vale per le amicizie che ha, ma per le qualità che possiede”, ha detto il vescovo impegnato nella Locride contro la criminalità organizzata. Potrebbe diventare il motto anche di questa nostra comunità.

– a chi si è battuto in prima linea in questi anni sulle tante questioni vitali del nostro territorio, anche sul piano più squisitamente amministrativo o di minaccia per la salute: per uno sviluppo ecocompatibile, sano, armonico e contro l´affarismo politico-industriale e lobby di potere che hanno lottizzato persino l´aria che respiriamo, contro la privatizzazione dell´acqua, contro la gestione clientelare dell´amministrazioni pubbliche (comuni, Parco) e un certo sistema delle consulenze, degli sprechi, del privilegio, delle assunzioni non sempre limpide (usiamo un eufemismo) nelle partecipate.

– ai lavoratori precari, ai pendolari del lavoro (quelli che lasciano le famiglie per settimane intere), agli operatori turistici e agli agricoltori che per scelta e per tradizione lavorano in condizioni di marginalità svolgendo di fatto l´unico freno dello spopolamento, tutelano l´ambiente e trasmettono saperi, pur agendo in una forma di autoprecariato e subendo le stesse regole delle grandi imprese, senza l’ausilio di compensazioni sociali e senza uno specifico orizzonte politico e sindacale di riferimento.

– alle associazioni che a vario titolo operano nel sociale, nella cultura, nel volontariato, perché più che trovare un alleato capace che finanzi e sponsorizzi quello che fanno, più che affiancarsi al partito che comanda per vedersi valorizzato il proprio lavoro, si vedano riconosciuti professionalità, passione e merito.

Sono convinto che questa formula semplice e insieme autonoma fa sentire tutti partecipi e tutti sullo stesso piano, farà ricominciare la gente ad appassionarsi alla politica ma farà dubitare sull´individualismo sfrenato che sta minando la società odierna e che di fatto premia solo chi ha mezzi e furbizia; se riusciremo, a prescindere dall´esito elettorale, a ritagliarci un ruolo identitario nel panorama politico garganico elevando a dignità politica e programmatica i suoi uomini e le idee che esprimono più che la somma dei suoi apparati e dei suoi ceti, avremo vinto più di tutti.

Nicola Mitrione

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