Il Palazzo ingrassa di 26,5 milioni

E meno male che negli ultimi due anni ha tenuto banco la polemica sui costi della politica. Chissà cosa sarebbe accaduto se libri, inchieste e denunce di ogni tipo non ci fossero state. Fatto sta che dal bilancio dello stato, approvato definitivamente ieri dalla camera, la realtà che emerge è sin troppo chiara: i costi dei palazzi della politica continuano ad aumentare a ogni livello, senza eccezioni. Partiamo proprio dal ramo del parlamento che ieri ha dato il via libera al provvedimento. Montecitorio, che nel 2008 ha prodotto un costo di 978 milioni e 150 mila euro, l’anno prossimo sfiorerà il miliardo. Per l’esattezza si tratta di 992 milioni e 800 mila euro, con un incremento di 14 milioni e 650 mila. Se poi si passa al senato la musica non cambia. Nel 2008 palazzo Madama ha pesato sulle casse dello stato per 511 milioni e 500 mila euro. Per il 2009, però, ne sono previsti 519.172.500, per un’impennata di 7.672.500 euro. Tirate le somme, in sostanza, le strutture guidate da Gianfranco Fini e Renato Schifani, costeranno la bellezza di 22,3 milioni in più rispetto all’anno che sta per finire.

E che dire della Corte costituzionale, di cui è recentemente diventato presidente Giovanni Maria Flick? Nel 2008 ha impegnato per il suo sostentamento 51 milioni e 900 mila euro. Peccato che l’anno prossimo ne serviranno 52 milioni e 700 mila, ovvero 800 mila euro in più. E certo non è da meno, in tutta questa escalation, il Quirinale. Anche in questo caso i numeri parlano piuttosto chiaro. La presidenza della repubblica, infatti, nel 2008 è stata finanziata con 227 milioni e 800 mila euro. Ma nell’anno che verrà ne serviranno 231 milioni e 217 mila, con un incremento di 3 milioni e 417 mila euro. Manca all’appello, a questo punto, soltanto lo stipendio del capo dello stato, Giorgio Napolitano, che non rimane insensibile al trend. L’assegno del presidente della repubblica, che nel 2008 ha assorbito 226.561 euro, salirà nel 2009 a 235.171, con un ritocco all’insù di 8.610 euro.

Alla fine della fiera, insomma, fra Quirinale, Consulta, Montecitorio e palazzo Madama, lo stato spenderà 26,5 milioni di euro in più rispetto al 2008. Per carità, ci sono ragioni che non potevano impedire questi incrementi, perché tra vitalizi e voci varie un rallentamento dei flussi di spesa sarebbe stato a dir poco utopistico. E nessuno può mettere in dubbio l’importanza delle funzioni connesse a ciascuna di queste istituzioni. Rimane lo stesso l’impressione che il treno in corsa della spesa pubblica, nonostante mille tentativi e promesse, sia troppo difficile da fermare, soprattutto quando si tratta di incidere le risorse che finiscono dritte dritte nelle tasche della «casta».

Fonte: italiaoggi.it

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