Giunta istituzionale all’ente montano

Comunità Montana del Gargano Evaso il passaggio della ennesima riunione (avvenuta ieri giovedì 7 febbraio alle ore 15 in via Sant’Antonio Abate civico 119 a Monte Sant’Angelo sede della Comunità Montana del Gargano) quelli del centro sinistra, su tutti il Pd con Gino Vergura e Michele de Angelis e lo Sdi con Giuseppe Columpsi, sono chiamati a dare risposte concrete al centrodestra, un sì o un no chiaro e netto, all’ipotesi di un esecutivo di salute pubblica.

E lo dovranno fare al più presto, forse oggi, in vista dell’ultimatum fissato per domani sabato 9 febbraio dal centrodestra, irritato dalle incertezze e i ripensamenti dell’altro giorno, quando tra perplessità e tentennamenti, chiusure ma anche aperture quelli del centro sinistra avevano di fatto “congelato” l’operazione, incuranti della fase di emergenza che la Comunità Montana del Gargano sta vivendo in seguito agli arresti del Presidente Nicola Pinto e dell’ex assessore Peppino Maratea dell’11 gennaio scorso per una storia di presunte tangenti. “Uno stop and go” incomprensibile dinanzi ad un ente che attende chiarezza per ripartire. E che aveva provocato la pronta reazione di D’Anelli dell’altro giorno, quando ha annunciato l’intenzione di auto escludere il proprio Comune dall’ente montano. Si attendono pertanto gli esiti dell’incontro di ieri.

Indiscrezioni parlano di un centro-sinistra più orientato a mantenere lo “s t at u s quo” che ad “ap r i re ” all’ipotesi di governo istituzionale. Se ne sarebbe discusso a lungo e in maniera articolata proprio ieri. Alla base di questo orientamento ci sarebbero forti dissidi interni. Voci narrano di una accesa disputa tra Pd e Sdi per la carica di presidente dell’ente tra l’attuale vice Luigi Vergura (Pd Monte Sant’Angelo), Giuseppe Columpsi (Cagnano Varano) e Matteo Cappucci (San Giovanni Rotondo) dello Sdi. Di Rodi, capogruppo di Forza Italia in seno all’ente montano aveva tuonato “se entro sabato il centro-sinistra non avrà risolto i suoi problemi, ci riterremo autorizzati a convocare il consiglio montano”. Tesi ribadita anche in queste ore dal forzista viestano. Il centro sinistra è chiamato pertanto a fornire risposte attendibili, a compiere uno sforzo politico di sintesi tra le “sue diverse anime” per dimostrare il “proprio senso delle Istituzioni”, mettendo da parte beghe ed ambizioni personali e pensare invece agli interessi dell’Ente Montano. Non dovrebbe sfuggire ai più che il governo istituzionale, ideato per traghettare l’ente montano verso la “nor malità” poiché il proprio organo rappresentativo è scaduto lo scorso 22 ottobre, non può attendere altro tempo né prestarsi ai soliti “giochi della politica”. Si tratta di varare un esecutivo a tempo, che consenta ai 13 comuni facenti parte della Comunità Montana di inviare le nomine dei rispettivi consiglieri di rappresentanza e poi procedere ad un esecutivo di maggioranza, dalla chiara coloritura politica, la quale sarà decisa da chi ha più “cartucce da sparare”, in senso politico ovviamente.

Articolo a firma Francesco Trotta tratto da “LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO” edizione del 08/02/2008

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