Effetto boomerang

L’effetto boomerang questa volta, in un certo senso, ha avuto la meglio (sempre se qualcuno trova che sia il peggio a dare la meglio).

La notizia di ieri mattina, fresca anche stamattina di editoria, lascia pochi o quasi nulli i pensieri e le considerazioni che la cittadina aveva, molto profeticamente, ipotizzato anche se a bassissima voce. Non è nuovo, infatti, all’udito delle persone attente, di faccende legate a vicende torbide, che spesso, ma non sempre, lasciano il tempo di una chiacchierata al bar. Ma questa volta, forse, le cose non sono andate così.

Ricordo, che non pochi mesi prima del fattaccio, qualche venditore o battitore d’asta, a piacimento di voi lettori, investiva gli avversari politici (cosi considerati) come mafiosi, e ci si appellava alla commissione antimafia, o si minacciava di querele penali, o nel caso soft , di esercitare l’abuso di potere … .

Fermo e restante il principio da me considerato boomerang, il caso vuole che la prefettura di Foggia lo accusa di concussione. Cosa che meriterebbe ben altro che una sospensione da Presidente, consigliere comunale e provinciale, includendo anche la rinuncia alla paga (che ha regolarmente incassato anche da sospeso).

Ho provato a riflettere, mentre radio, tg, e internet da stamattina lanciano la notizia, arrivando ad una conclusione auspicabile. Dato atto della presunzione di innocenza, ed in attesa di un processo equo come democrazia comanda, non ci resta che augurarci che sia arrivata, e lo spero vivamente, la fine di una certa politica e di certi personaggi politici.

Qualcuno, commentando il fattaccio, chiama in causa tutta una serie di circostanze simili e parla di una facilità dei politici di incappare in situazione come queste, portando degli esempi vaghi di politici in capitanata e non solo. Strano, generalizzare quando, anche malauguratamente, queste cose succedono a persone vicine e non all’ avversario politico … facile non identificarsi … ma questo è il modo palese di dimostrare che la vigliaccheria si usa a proprio piacimento, e che i giudizi cambiano a seconda del cognome o dell’appartenenza politica.

Certo che, pensare che tutto sia marcio e che si sia obbligati ad agire perché agevolati in qualche maniera dal potere, non è cosa che appartiene al mio modesto modo di vivere la vita politica. Resto ancor più amareggiato, quando, si usa un cognome per commentare l’articolo che non appartiene a chi lo ha pubblicato, ridicolizzandolo in maniera del tutto strumentale.

Concludendo, il mio piccolo pensiero si persona attaccata al mio paese, convinto che la politica sia un’ altra cosa rispetto allo scenario presente. Voglio augurarmi e auguro a tutti i cittadini della mai cara Rodi che questa politica non torni mai più e che non ci siano più persone che giustificano atti del genere.

Alla redazione di Rodi Garganico Online i miei più sinceri complimenti ed un augurio di un buon lavoro.

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