Comunità Montane nuovo rinvio della riforma in Consiglio Regionale

Slitta ancora la riforma delle comunità montane, già rinviata dopo il mancato accordo in commissione sulla proposta di legge della giunta che ne prevedeva la riduzione da 6 a 3. Ieri, infatti, il consiglio regionale ha deciso di rinviare il disegno di legge sulle «norme per il conferimento delle funzioni e dei compiti amministrativi al sistema delle autonomie locali», che nell’ultimo articolo recepisce le linee dell’ultima Finanziaria in materia e il cui obiettivo è ridurre i costi della politica abrogando gli enti considerati inutili. Il ddl è stato solo «incardinato» nella discussione, che si terrà nel prossimo consiglio regionale (9 e 10 dicembre). Il presidente della settima commissione, che è anche relatore del ddl, Gianfranco Chiareffi, ha chiarito che «in base alle intese raggiunte nel corso della conferenza dei capigruppo la discussione generale è stata inserita come primo punto all’ordine del giorno nella prossima seduta».
La sospensione è stata decisa dopo che la commissione ha ritenuto necessaria la presa d’atto formale della Ragioneria: il capogruppo di FI Rocco Palese ha evidenziato il parere «condizionato» espresso dalla Ragioneria, che ha chiesto chiarimenti sull’impatto finanziario della manovra.
La legge, comunque, va a sanare la contestata questione delle comunità montane, le cui competenze (personale compreso) vengono trasferite alle Unioni dei Comuni ricadenti nei bacini delle sei Comunità. In base al limite previsto dalla Finanziaria 2008 (non inferiori ai 500 metri di altitudine), ne sopravviverà solo una, quella del Subappenino settentrionale. Tutte le altre saranno liquidate da un commissario ad acta che trasferirà le competenze alle Unioni dei comuni.

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