Comunità Montana: l’ente può accogliere le dimissioni dei due arrestati?

Il segretario dice no, lo Sdi sostiene il contrario. Fis­sata per l’11 marzo la convoca­zione in sessione straordinaria della Comunità Montana del Gar­gano, su richiesta dei consiglieri della opposizione di centrode­stra. Il vicepresidente Gino Ver­gura (che ha preso le redini dell’ente dopo l’autosospensione del presidente Nicola Pinto) ha quindi convocato la seduta dell’organo rappresentativo. Inizialmente doveva esserci un unico argomento da trattare: la grave situazione politico ammi­nistrativo in cui versa l’ente. Poi sono finiti nell’ordine del giorno anche la presa d’atto delle dimis­sioni dell’assessore Peppino Ma­ratea e del presidente Nicola Pin­to. Lo Sdi si è battuto per far in­serire nell’ordine del giorno, la presa d’atto delle dimissioni di assessore e presidente (sono at­tualmente agli arresti domicilia­ri con l’accusa di concussione). A tal proposito esistono anche delle lettere di sollecito da parte degli avvocati difensori dei due espo­nenti politici che esortano il con­siglio montano a prendere atto della volontà dei loro assistiti. Così saranno quattro gli accapi che impegneranno i 37 compo­nenti dell’assise montano (due sono da considerare sospesi). Ol­tre a quello avanzato dall’oppo­sizione “discussione della grave situazione politico amministra­tivo in cui versa l’ente”, ci sa­ranno quelli che riguardano Ma­ratea e Pinto. Su questi accapi va ricordato che esiste il parere ne­gativo espresso dal segretario dell’ente montano Ugo Galli, in­viato tra l’altro anche al mini­stero dell’Interno. Galli sostiene che l’attuale consiglio montano (scaduto lo scorso 22 ottobre) non è competente a licenziare un ac­capo simile in quanto in regime di proroga. L’ente quindi, sempre secondo Galli, sarebbe tenuto a svolgere solo l’ordinaria ammi­nistrazione. Sempre secondo la interpretazione del segretario dell’ente montano, la presa d’atto non rientrerebbe tra gli atti di ordinaria amministrazione. Rischia pertanto di scatenarsi una “guerra” di tesi contrappo­ste, tra chi si dice d’accordo con Galli e chi invece sostiene il con­trario, come lo Sdi.

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