Comunità montana, il Tar dice no al consigliere di minoranza

Comunità Montana del Gargano Il consiglio comunale di Rodi Garganico dovrà procedere alla nuova nomina del rappresentante di minoranza in seno alla Comunità montana del Gargano.

L’hanno stabilito i magistrati del Tar Puglia avendo accolto il ricorso presentato dal gruppo consiliare di minoranza (Nicola Pinto, Concetta Bisceglie, Pino Veneziani e Domenico De Meo) contro la delibera dello stesso organo rappresentativo riguardante la nomina del consigliere Mario Carnevale quale rappresentante del Comune nell’ente montano. I quattro consiglieri (difesi da Domenico Fasanella) lamentavano la mancata nomina del loro rappresentante in seno alla Comunità montana del Gargano.

IL FATTO – Nella riunione del consiglio comunale dello scorso 30 novembre, tra gli altri argomenti all’ordine del giorno, c’era anche quello della nomina dei tre consiglieri comunitari assegnati al Comune di Rodi Garganico (due in quota alla maggioranza ed uno alla minoranza). Nel corso della seduta, quattro consiglieri della maggioranza (Michele Azzellino, Maria Voto, Libero Mario Carnevale e Lazzaro Pupillo) dichiararono di dissociarsi dalla maggioranza, spiegando di non condividerne più lo «strumento programmatico», costituendo, subito dopo, un autonomo gruppo di minoranza. Subito dopo si votò l’accapo riguardante la nomina dei consiglieri comunitari: la maggioranza (ridottasi, a seguito di tale dissociazione, a soli otto componenti) elesse quali propri rappresentanti il sindaco, Carmine D’Anelli e Salvatore De Felice, mentre i quattro neo «dissociati» elessero Libero Mario Carnevale, che riportò quattro voti, pari a quelli di Nicola Pinto. Venne eletto Mario Carnevale essendo, anagraficamente, più anziano di Pinto. Il gruppo di minoranza facente capo a Pinto, ritenne di essere stato defraudato, grazie alla «invenzione» della formazione dell’improvvisato gruppo di minoranza. Di qui il ricorso al Tar, perchè fosse riconosciuto alla minoranza «storica», cioè quella della componente Pinto, in quanto «espressione del loro stesso gruppo politico di minoranza, quale uscito dalle ultime elezioni, senza che i quattro “dissociati” della maggioranza potessero essere ammessi a partecipare a tale votazione».

LA SENTENZA – Il Tar Puglia ha accolto pienamente le argomentazioni del gruppo di Nicola Pinto annullando la nomina di Carnevale e disponendo che si proceda nuovamente alla elezione del rappresentante della minoranza del Comune di Rodi Garganico in seno alla Comunità Montana, stabilendo, in pratica che, alla relativa votazione, dovranno partecipare soltanto i cinque del gruppo di Pinto, senza ingerenze dei quattro dissociati; il Comune di Rodi (difeso dall’avvocato Aurelio Pappalepore) è stato pure condannato al pagamento dei danni a favore di ricorrenti (euro tremila) oltre agli accessori di legge a favore dei consiglieri Concetta Risceglie, Loreto Pino e De Meo; e mille euro, oltre accessori di legge, a favore di Nicola Pinto.

LE REAZIONI – Soddisfazione è stata espressa dall’avvocato Domenico Fasanella, per il quale «con questa pronuncia, il Tar Puglia ha chiarito che l’individuazione dei gruppi consiliari di maggioranza e di minoranza, di cui i rappresentanti presso la Comunità Montana costituiscono espressione, si determina esclusivamente in base all’esito dell’ultimo confronto elettorale, che sancisce chi ha vinto e chi ha perso, senza che possano assumere rilievo successivi passaggi dei singoli consiglieri da uno schieramento all’altro nel corso della legislatura». Da parte sua, uno dei consiglieri di minoranza, Domenico De Meo, commentando la sentenza, spiega che «dopo le ultime vicende giudiziarie che hanno colpito il nostro capogruppo, Nicola Pinto (agli arresti domiciliari, accusato di concussione, ndr), la maggioranza del sindaco D’Anelli pensava ormai di avere campo libero in consiglio e di poter zittire il gruppo di minoranza per la restante durata della legislatura. Con questo successo giudiziario, pienamente meritato, possiamo rassicurare i nostri concittadini e coloro che ci hanno votato, che continueremo a fare la nostra brava opposizione, senza lasciarci intimidire da atti prevaricatori della maggioranza. Il sindaco, Carmine D’Anelli, anticipando che il Comune presenterà ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza, chiarisce che la decisione del Tar non gli lascia «l’amaro in bocca; anzi – sottolinea – in un certo senso me l’aspettavo, anche se, devo dire, che ci sono sono state altre pronunce da parte, per esempio, del Consiglio di Stato, che hanno affermato esattamente il contrario. Tutto ciò conferma quanto sia necessario rivolgersi agli organi preposti, nel momento in cui ognuno di noi si ritiene penalizzato. Ricordiamo che l’allora sindaco Nicola Pinto, nel 1999, propose ricorso contro l’elezione dell’attuale vice sindaco, Donato Petrosino, adducendo come motivazione il fatto che la moglie dieci anni prima aveva aperto un contenzioso con il Comune». D’Anelli conclude auspicando che la stessa sentenza possa essere utile a «rassenerare gli animi e a ritrovare un clima di collaborazione e confronto, e questo nell’interesse della comunità rodiana».

Articolo a firma Francesco Mastropaolo tratto da “LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO” edizione del 09/03/2008

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