Comunità montana del Gargano: l’ultimatum di D’Anelli

L’ultimatum del centro-destra non ammette repliche: “Se entro sabato il centro-sinistra non avrà risolto i suoi problemi, ci riterremo autorizzati a convocare il consiglio montano” dice il capogruppo degli azzurri Gino Di Rodi. Gli fa eco, preannunciando invece una clamorosa decisione, il sindaco di Rodi Garganico Carmine D’Anelli. “Ho già anticipato qualcosa ieri durante il consiglio comunale. A breve convocherò un’altra assise per far approvare un documento con il quale il Comune di Rodi Garganico si auto esclude dall’ente montano. Poi lo notificherò all’ente stesso e al presidente Nichi Vendola della regione Puglia. Perché? Perché mi aspettavo dall’organo rappresentativo della Comunità Montana del Gargano un atteggiamento responsabile, nel rispetto dei cittadini, del momento critico che l’ente sta vivendo”.

Carmine d’Anelli E’ un fiume in piena il sindaco rodiano, dopo lo stop di ieri (arrivato dal Pd che ha preso tempo) al varo del governo istituzionale. Governo istituzionale ideato anche per traghettare l’ente montano verso la “normalità” poiché il proprio organo rappresentativo è scaduto lo scorso 22 ottobre. A tal proposito i 13 comuni facenti devono accelerare i tempi nell’invio delle nomine dei rispettivi consiglieri di rappresentanza. Solo in seguito si procederà ad un esecutivo di maggioranza, la cui coloritura politica sarà assegnata a chi ha più “cartucce da sparare”, in senso politico ovviamente.

Invece dal Pd ieri sono arrivate perplessità e tentennamenti, chiusure ma anche aperture sull’idea esecutivo di salute pubblica, come se la fase di emergenza che la Comunità Montana del Gargano sta vivendo in questi giorni c’entrasse poco o nulla. “Uno stop and go” incomprensibile dinanzi ad un ente che attende chiarezza. E che ha provocato la pronta reazione di D’Anelli, disponibile a ritirare il proprio Comune dall’ente montano.

“Devono capire che il tempo a loro concesso è scaduto” afferma il sindaco rodiano. Indiscrezioni parlano di una accesa contesa tra Pd e Sdi per la carica di presidente dell’ente: in ballo ci sono l’attuale vice Luigi Vergura (Pd Monte Sant’Angelo), Giuseppe Columpsi (Cagnano Varano) e Matteo Cappucci (San Giovanni Rotondo) dello Sdi. Intanto al tavolo delle trattative di ieri è passato un principio che ha un pò scombussolato i piani di molti: ossia che chi entra oggi nella (eventuale) giunta a termine del governo istituzionale dovrà passare il testimone domani.

Articolo a firma Francesco Trotta tratto da “LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO” edizione del 06/02/2008

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