Comunità Montana del Gargano in salvo per poco

Comunità Montana del Gargano Restano da definire alcune situazioni tra cui la presenza del comune di Rodi che non ha le peculiarità previste. Buone nuove dalla Finan­ziaria 2008, appena approvata dal Parlamento e i cui effetti sono già partiti dal 1° gennaio 2008, per la Comunità Montana del Gargano.

I tagli e la visione restrittiva della prima impostazione si è via via stemperata tanto da lasciare il passo, grazie ad una serie di emendamenti successivamente, ap­provati, ad una visione nuova per gli enti montani, i quali continueranno ad esistere seppure ridi­mensionati. Quindi niente soppressione per la Comunità montana del Gargano, ma solo una leggera cura “dimagrante”, quest’ultima intesa quale restrin­gimento del numero dei comuni facenti parte dell’ente.

Infatti in base alle prime valutazioni uf­ficiose della nuova legge ed in attesa delle de­cisioni tracciate dalla regione Puglia, cui spetta il compito di disciplinare il tutto nello specifico (va ricordato che la legge finanziaria traccia solo una cornice di carattere generale all’interno della qua­le le Regioni possono legiferare), per l’ente mon­tano potrebbe rimanere tutto così com’è, salvo, ripetiamolo, le decisioni adottate da Vendola, al quale spetta, come si sa, l’ultima parola in merito.

Volendolo, l’attuale composizione, vale a dire il numero dei 13 comuni attualmente facenti parte dell’ente montano, potrebbe subire solo il modesto taglio di una sola unità. Ossia il paese di Rodi Garganico, cui manca il requisito di comune Montano. Per il resto potrebbe rimanere tutto inva­riato.

Per la Comunità montana del Gargano l’anno 2007 è finito per diventare un anno nero, con il presidente Nicola Pinto e l’assessore Peppino Ma­ratea indagati per concussione dalla procura di Foggia. L’ipotesi di reato si riferisce ad un progetto finanziato dall’Ue per l’attivazione di un sistema informatico che è stato approvato dalla vecchia giunta della Comunità montana e portato avanti dall’attuale dirigenza dell’ente. Sono state anche perquisite le abitazioni dei due indagati. Pinto si è nel frattempo autosospeso dalla sue funzioni, per cui il massimo responsabile dell’ente è diventato il vice presidente Gino Vergura.

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