Ascesa e fragorosa caduta di due politici di lungo corso

Politici notissimi i due garganici arrestati venerdì mattina con l’accusa di concussione ad un professionista abruzzese per una presunta mazzetta da 20mila euro.

Nicola Pinto Nicola Pinto, 60 anni, di Rodi Garganico, esponente di spicco dello Sdi, attualmente oltre a ricoprire l’incarico di presidente dell’Ente montano, è consigliere provinciale e presidente della commissione trasporti di Palazzo Dogana, nonchè consigliere comunale di Rodi Garganico, centro garganico di cui per ben tre legislature è stato anche il sindaco.

Nicola Pinto è presidente della Comunità montana del Gargano da giugno del 2006, dopo un lungo braccio di ferro con il suo predecessore, Antonio Mazzamurro. Subito dopo la notifica dell’avviso di garanzia per concussione, datato 13 dicembre 2007, Pinto aveva informato il segretario generale della Comunità montana, Ugo Galli, che si sarebbe astenuto dal compimento di alcuni atti, precisamente, su tutto ciò che riguarda «programmazione e controllo sugli atti». Insomma un anno nero, il 2007, per Nicola Pinto: non era stato più rieletto quale rappresentante della minoranza del proprio Comune in seno alla Comunità montana del Gargano. Una mancata conferma che, praticamente, lo ha posto fuori dall’Ente montano e questo quando nei prossimi mesi si insedierà il nuovo organo rappresentativo dell’Ente. Politicamente, Nicola Pinto, è una “creatura” di Teodoro Moretti, con il quale ha mosso i primi passi nel campo amministrativo. Sei anni fa, Pinto venne sconfitto dall’attuale sindaco di Rodi Garganico, Carmine D’Anelli, un insuccesso ripetutosi nel maggio scorso, con la rielezione di D’Anelli. Va ricordato il clamore che suscitò la sua proposta di dare la delega di assessore esterno a Katia Ricciarelli, in caso di vittoria elettorale, un’offerta che venne rifiutata, seppure con molto garbo, dalla grande cantante lirica.

Giuseppe Maratea - assessore alla Comunità Montana del Gargano Giuseppe Maratea, 70 anni, di Vico del Gargano, sposato, padre e nonno, da pochi mesi aveva aderito al movimento di Antonio Di Pietro, l’Italia dei valori. Più volte sindaco di Vico del Gargano, Maratea, assessore e consigliere comunale, nelle ultime elezioni amministrative (maggio 2007) non è stato rieletto. Nei giorni scorsi si era dimesso da assessore e consigliere della Comunità montana del Gargano.


Poche righe nella lettera inviata alla sede dell’Ente montano per comunicare le dimissioni, ma nessuna spiegazione riguardante i motivi della sua decisione. Giuseppe Maratea è un amministratore di cui si può dire che ha attraversato davvero tutte le stagioni della politica: a cavallo tra gli sessanta/settanta fino, come ricordavamo, a maggio scorso, quando presentò la candidatura a consigliere comunale nella lista di Forza italia-Udeur. Maratea è stato anche uno dei primi presidenti della Comunità montana del Gargano, l’organo in cui ha poi rivestito più volte le cariche di assessore e di consigliere. Agli inizi degli anni Sessanta, Giuseppe Maratea, insieme ad un gruppo di coetanei, rappresentò la novità nel quadro politico locale, come suol dirsi, il “nuovo” che avanzava. Un consenso popolare che, in parte, Maratea ha conservato nel corso degli anni. E’ stata poi lunga la sua militanza nella democrazia cristiana, ma Maratea è stato anche iscritto al Partito liberale, al partito di Forza italia prima di aderire al movimento di Antonio Di Pietro. Maratea è stato anche candidato alle elezioni regionali nella lista di Raffale Fitto. Giuseppe Maratea, pur tra alti e bassi, ha svolto, in quarant’anni di attività politica, un ruolo indiscutibilmente di primo piano. Adesso, detenuto agli arresti domiciliari, si dichiara innocente.

Articolo a firma Francesco Mastropaolo tratto da “LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO” edizione del 13/01/2008

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