Scolitide per i pini d’aleppo, 20mila euro dal Parco

Potrebbe essere uno scolitide (appartenente al genere “tomicus”) il nuovo nemico della flora garganica. Dopo aver distrutto 240 ettari di flora a Ischia,nel napoletano,ed infestato il litorale toscano, ha fatto la sua comparsa anche sulla Montagna del Sole, dove l’allarme è scattato con una nota del 24 ottobre scorso del Comando Stazione Forestale di Peschici inviata al Parco: “moria di piante di pino nelle aree percorse dal fuoco dell’incendio dell’estate del 2006 ed in particolare nelle zone di Boschetto-Valle e Clavia-Monte Pucci del Comune di Peschici”. Successivamente altre segnalazioni sono giunte da Vieste. Qui, la zona più colpita è quella costiera, a nord del centro abitato, in direzione di Peschici.

L’ente Parco, a mezzo del suo presidente Giandiego Gatta, è subito corso ai ripari, prima richiedendo l’intervento urgente del servizio Fitosanitario dell’Assessorato all’Agricoltura della Regione Puglia e poi stanziando 20 mila euro per aiutare i due Comuni colpiti. I tecnici da Bari sono venuti sul Gargano nei giorni scorsi ed hanno stilato la diagnosi: alberi e piante colpiti da scolitide. Il quale altro non è che un parassita secondario, perché come specie attacca solitamente alberi di medie o grandi dimensioni, ma deperienti, in quanto già danneggiati da eventi climatici o indeboliti da altre patologie. In questo caso: dagli incendi passati e dalla lunga siccità degli ultimi tempi. Ecco spiegate le cause della moria. A Vieste il fenomeno è ancora agli esordi – circa tre o quattro gli ettari “colpiti” – più esteso è invece a Peschici.

“Questo attacco di parassiti al nostro prestigioso patrimonio floreale proprio non ci voleva, soprattutto dopo gli incendi che hanno già duramente segnato l’area protetta…. Per questo il Parco ha stanziato dei fondi per aiutare i Comuni interessati” afferma il presidente del Parco Nazionale del Gargano Giandiego Gatta. “Dopo l’allarme del Corpo Forestale” ha aggiunto Gatta “abbiamo attivato il servizio fitosanitario regionale e stanziato fondi per gli interventi”. Interventi, vale a dire abbattimenti degli alberi disseccati per circoscrivere il danno, che devono essere realizzati con una certa tempestività perché il fenomeno ha i suoi picchi, di solito, in primavera “per cui vi è necessità di agire con una certa tempestività”, spiega ancora il presidente. Gli alberi “danneggiati” dallo scolitide mostrano in genere ingiallimenti o arrossamenti della chioma, fori di diverse dimensioni sulla corteccia del tronco e dei rami, dai quali fuoriesce della rosura. Sollevando porzioni di corteccia, si riscontrano più tipi di gallerie. L’attacco che porta alla morte le piante avviene di solito attraverso questo schema: maschio e femmina costruiscono insieme una galleria di ovideposizione sotto la corteccia. E parallelamente alla venatura degli alberi. Poi la presenza di un fungo (genere Ophiostoma), veicolato dallo stesso scolitide, porta al completo disseccamento della pianta. Con i fondi stanziati dal Parco si punta a debellare il dannoso fenomeno.

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