San Pio: un libro cancella i dubbi sulle stimmate

Ha sconfitto ogni perplessità e autentica maldicenza sulla buona fede dell’amato cappuccino di San Giovanni Rotondo, a prova di qualsiasi inchiesta, presente e passata. Il volume è “Padre Pio. L’ultimo sospetto”, realizzato dai giornalisti Saverio Gaeta e Andrea Tornielli per la casa editrice Piemme, nella collana Saggistica, 240 pagg. 14,90 euro. Gaeta è caporedattore del settimanale cattolico “Famiglia Cristiana”, Tornielli è il vaticanista de “Il Giornale”.
Il lettore constaterà, concludono pacatamente i due autori “alla prova dei fatti, nessuna di tutte le obiezioni sollevate contro Padre Pio ha resistito. Ad una indagine attenta, scrupolosa, non inquinata dal pregiudizio, si sono rivelate del tutto inconsistenti le più recenti accuse e gli ultimi sospetti sollevati contro il frate stimmatizzato”.
“Ci siamo proposti di fare chiarezza”, è l’assunto dal quale sono partiti, stimolati in particolare dalle accuse dello storico Sergio Luzzatto che, in un libro uscito a fine 2007 e sulla base di documenti del Sant’Uffizio, “tanto vecchi quanto già scandagliati dal Vaticano”, aveva rilanciato antichi sospetti.
Quale l’origine delle stimmate di Padre Pio? Quali le prove e le constatazioni scientifiche (tutt’altro che poche) sulla natura di quelle ferite? La circostanza della scomparsa poco prima della morte è confermata dall’ispezione delle mani del corpo di San Pio nella recente ricognizione canonica della salma. Le stimmate sono autentiche: “senza alcun intento agiografico, ma sulla base di documenti storici e testimonianze di prima mano, l’inchiesta di Gaeta e Tornielli vuole rispondere a questo ultimo sospetto”.

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