Parco, il Piano è prioritario

Con il ritorno alla presidenza del Parco di Giandiego Gatta, l’approvazione del Piano il Parco non dovrebbe avere tempi lunghi. Lo stesso presidente, al momento del suo insediamento aveva garantito che tra le priorità c’erano, appunto, l’approvazione del Piano del Parco e l’abbattimento delle costruzioni abusive. Definizione del Piano che, comunque, richiederà da parte di Gatta un impegno notevole per far sì che possano essere condivise le linee generali, dalle quali nessuna delle diciotto amministrazioni comunali (Apricena, Cagnano Varano, Carpino, Ischitella, Isole Tremiti, Lesina, Manfredonia, Mattinata, Monte Sant’Angelo, Peschici, Rignano, Rodi, San Giovanni Rotondo, San Marco in Lamis, San Nicandro, Serracapriola, Vico, Vieste) potrà discostarsi più di tanto, ma nello stesso tempo contemplare quelle esigenze proprie di un territorio complesso, vuoi per la sua antropizzazione che per oggettive situazioni di fatto che, difficilmente, potrebbero essere cancellate con un tratto di penna. I sindaci insistono su una rivisitazione della proposta di Piano del parco elaborata all’Agriconsulting di Roma, anche se sono pure consapevoli che non si può pensare di tornare al punto di partenza. Su un dato, comunque, i primi cittadini sono molto fermi: la pianificazione dell’area protetta non potrà esserci senza il pieno accordo tra enti locali e parco.
Trovare la sintesi tra i due momenti è, indiscutibilmente, un’operazione non facile, ma non impossibile, sempre che non ci sia irrigidimento da parte di nessuno. il Gargano è un territorio pieno di differenze, abitato e modellato sin dall’antichità, un mix di valori naturali, mescolati con quelli culturali in cui c’è tutto e il suo contrario. Ci troviamo, in sintesi, di fronte ad una situazione intricata al cospetto di una perimetrazione non omogenea. Concetto di fondo è, in poche parole, che le comunità locali vedano nel Parco un punto di riferimento politico-amministrativo con il quale dialogare e, da parte del Parco, che sappia svolgere una efficace funzione di coordinamento sovracomunale. In sintesi, il futuro piano del parco dovrà saper coniugare tutela, sviluppo e occupazione, cosa possibile se si riuscirà ad armonizzare le grandi potenzialità del Gargano per trasformarle in risorse significative.

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