Il Carpino Folk Festival di ritorno dall’Australia

Altro che foreste e Kangaroo, i nostri connazionali stanno proprio bene e ci hanno fatto vivere dei giorni indimenticabili e pregni di emozioni.

Arrivati all’aeroporto di Melbourne, all’uscita ci attendono numerosi i nostri compaesani e il sindaco di Moreland Joe Caputo. E’ strana la sensazione provata quando dei perfetti sconosciuti ti accolgono così calorosamente, ti chiedono “a chi sei figlio” (o meglio a chi sei nipote, visti gli anni trascorsi lontano da Carpino). Appena dico il nome e soprannome di mia nonna un signore si riempie di felicità sorridendo perfino con gli occhi: <>

Dopo numerosi abbracci e mutui riconoscimenti veniamo accompagnati al nostro alloggio in Lygon Street, la strada degli italiani a Melbourne. Almeno un tempo, infatti nei vari ristoranti dai nomi “da Mario”, “Piccola Italia” etc servono e cucinano ormai indiani, cinesi e sudasiatici in genere; nuovi migranti, nuove storie di uomini sradicati dalle loro culture. Nei ristoranti si trovano fettuccine all’arrabbiata speziate all’inverosimile, scritte del tipo “zucchini, gnocci” etc. Di italiano molto spesso c’è solo il marchio oppure il tutto: gli edifici, le strade,binari del tram piantati da mani italiane negli scorsi decenni.

Vaghiamo come piccola ciurma di nuovi e diversi migranti, lo facciamo alla ricerca di storie.

Viviamo la nostra piccola e misera tragedia del trovarsi in terra straniera. L’inglese lo mastichiamo, ma quant’è difficile spiegare ad un cameriere cinese cosa è un “Cruassant” (alla francese) mentre lui conosce solo la parola “croissant” pronunciato nello slang australiano (che non saprei ripetere).

Vaghiamo senza una meta, quando sentiamo la prima parola in Italiano:ciao. E’ Maria che ce la dice, i nostri occhi si aprono e ancor più i nostri cuori. Maria lavoro al bar sotto il nostro alloggio e facciamo subito amicizia. Maria ci parla del lavoro e dei sacrifici che sta facendo con suo marito per costruirsi la propria vita e ci fa notare che lì è molto meglio che in Italia. Ci dice, qui se vuoi puoi lavorare, puoi costruirti una famiglia e letteralmente una casa. In Italia non si può più campare. Maria ci ha seguito nelle nostre varie tappe e dicendoci addio ci siamo commossi fino al pianto.

La domenica, il giorno dopo il nostro arrivo siamo invitati ad un barbecue tra parenti ed amici e lì ascoltiamo quello che ci piace sentire:ognuno ci racconta il suo viaggio e cosa ha dovuto passare per realizzarsi, la sua storia pluridecennale in terra d’Australia. Ci parlano di campi di quarantena per gli immigrati disoccupati, ci parlano di lotte affrontate per costruire quello che oggi si ritrovano: un’esistenza felice, la casa, la famiglia, una vita sociale attiva.

E a proposito di vita sociale attiva è d’obbligo sottolineare l’attività svolta nei circoli e nelle associazioni culturali “paesane e regionali”. Infatti oltre all’attesa Associazione Culturale Pugliese d’Australia, visitiamo i vari social club di paese e quello che ci stupisce e il San Marco in Lamis Social Club, che funge dal fulcro per le storie di vita di tutti i Sanmarchesi a Melbourne e dintorni. Ci sono più Sanmarchesi a Melbourne che a San Marco in Lamis in Puglia!!!!

Non basterebbe un reportage lungo come un libro per raccontare le emozioni vissute nei vari appuntamenti tra la comunità carpinese, al San Marco in Lamis Social Club, presso l’Associazione Culturale Pugliese d’Australia, all’Anzano di Puglia Social Club.

Un’esperienza particolare è stata vissuta anche nell’incontro lezione presso la Melbourne Girls Grammar School. Quella è una scuola femminile frequentata da ragazze molto benestanti (lo testimoniano le Cayenne che attendono le ragazze all’uscita). La lezione tenuta dai componenti dei Malicanti (gruppo rappresentativo di tutta la tradizione di musica popolare pugliese) entusiasma le ragazze e le smuove da la loro flemma caratteristica.

Vedere Enrico Noviello (detto ‘Nrichë) che spiega come i contadini e i poveri facevano musica arrangiandosi strumenti musicali d’occasione, e le ragazze della Melbourne bene provare i colpi di tamburello su pezzi di cartone è qualcosa che non ha prezzo.

Elia Ciricillo si rende subito simpatico con la sua caratteristica espressività, Valerio Rodelli riempie di gioia le ragazze di pari passo come gonfia il mantice del suo organetto. Daniele Girasoli le scatena nel percuotere il suo tamburo e nel lanciarsi in balli scatenati.

La conclusione e che, come ci testimoniano le ragazze, quella è stata la più bella lezione di italiano!!

Ci sono molti ringraziamenti da fare.

La regione Puglia, attraverso l’Assessorato alle Politiche Sociali ed ai Flussi Migratori, ha permesso la realizzazione di questa Settimana della Cultura Pugliese in Australia.

L’impegno del nostro referente il Sindaco di Moreland, nonché membro della Federazione dei Pugliesi nel Mondo, Joe Caputo e di tutti i suoi collaboratori e di tutti gli italiani che ci hanno accolto è stato fondamentale.

Poi il ringraziamento va a tutti quelli che ci hanno regalato giorni indimenticabili ed un calore sovraumano. Grazie ai tanti volti, grazie alle tante persone, grazie alle tante storie umane. Questa esperienza non verrà mai dimenticata. Grazie, grazie, grazie.

Ufficio Stampa Associazione Culturale Carpino Folk Festival

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