Asl, nasce la società del 118

La Asl Fg ha definitivamente dato alla luce, la “Sanitaservice srl”, la società che dovrà gestire “in house” il servizio del 118 nel foggiano. La società, a responsabilità limitata, ha un capitale sociale di 100.000 euro, sarà gestita da un amministratore unico, e si occuperà del servizio di emergenza/urgenza sanitaria del 118, per ora, per i comuni di: Foggia, San Severo, Torremaggiore, Serracapriola, Lesina, Apricena, San Marco in L. Sannicandro G., Cagnano V., Carpino, Ischitella, Rodi G., Vico d.G., Peschici e Vieste.
Per il presidente del gruppo consiliare di Rifondazione Comunista alla Regione Puglia, Arcangelo Sannicandro, ‘non è una re-internalizzazione, ma poco ci manca. Le criticità emerse nell’analisi della situazione del servizio di emergenza/urgenza sanitaria del 118 foggiano avevano infatti evidenziato situazioni inconciliabili con le esigenze di efficienza e di efficacia alle quali conformare l’organizzazione del servizio stesso. La eterogenea presenza di mezzi e personale appartenenti a enti diversi – continua la nota di Sannicandro – è il frutto di eventi privi di un disegno programmatico a monte al quale uniformarsi o anche solo ispirarsi. Le circostanze e i fatti più disparati hanno contribuito a determinare l’organizzazione di un servizio improntato alla casualità. L’esigenza di porre ordine nel settore, di conferire stabilità e regole al sistema di emergenza/urgenza, di riformare un settore strategico della organizzazione sanitaria non appariva più eludibile. L’attuale frammentazione costituisce un serio ostacolo alla realizzazione degli obiettivi che la più recente letteratura in materia attribuisce al servizio 118. Inoltre, le prestazioni in favore della Asl vengono eseguite da infermieri, autisti e soccorritori i cui rapporti giuridici con le Cooperative sono variegati: taluni sono soci-dipendenti, altri dipendenti (il più delle volte a tempo indeterminato), altri legati da varie forme di lavoro flessibile, altri ancora sono meri incaricati (con compensi per attività occasionale o con non meglio precisabili “rimborsi spese”).Tutti, a qualunque titolo svolgano la loro prestazione, mirano da anni a vedersi riconosciuto un rapporto stabile di dipendenza con la Asl. “Fine del Precariato”: è la ricorrente richiesta formulata in occasione degli incontri degli operatori con la dirigenza Asl e con i rappresentanti delle istituzioni nazionali e locali; è la parola d’ordine delle numerose manifestazioni fatte dai sindacati; è l’aspirazione comune dei circa trecento operatori delle Cooperative del 118. Per il servizio 118, però, le norme – nazionali e regionali – in tema di stabilizzazione del precariato che astrattamente consentirebbero l’assunzione di personale alle dipendenze della Asl concernono la cosiddetta internalizzazione dei servizi. Ebbene, nel caso in questione ciò non è però possibile, per carenza di tutte le condizioni previste per la sua (re)internalizzazione. La soluzione individuata, dunque, è stata quella di dar vita ad una società di capitali, dotata di propria personalità giuridica, controllata interamente dalla Asl, di modo che: 1. la società, posseduta totalmente dalla Asl, sarà sotto il diretto controllo, circostanza più funzionale al complessivo sistema, con la conseguente maggiore facilità di porre in essere modifiche organizzative anche radicali, fino alla sua completa riforma; 2. i costi del servizio subiranno una riduzione, da 508 a 480 mila euro a postazione; 3. ai lavoratori assunti dalla società si assicurerà un rapporto di lavoro a tempo indeterminato, con la garanzia che i compensi corrisposti dalla Asl alla società confluiranno sicuramente nelle tasche degli effettivi operatori.

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