Violenza sulle donne: le iniziative regionali

Si è tenuta oggi la conferenza stampa di presentazione delle iniziative per la giornata internazionale di lotta contro la violenza sulle donno, domani 25 novembre. Hanno partecipato l’assessore alla Solidarietà Elena Gentile, la consigliera di parità Serena Molendini, Mariella Carrieri della Consulta femminile, Magda Terrevoli della Commissione pari opportunità e la dirigente Antonella Bisceglia. Domani presso la Sala consiliare del Comune di Bari alle 18.00 ci sarà la prima delle iniziative programmate, con la distribuzione di materiale con lo slogan “per troppe donne la violenza è pane quotidiano”. Parteciperanno Tina Abbondanza, Michele Emiliano, Anna Maria Ferretti, Elena Gentile, Michele Laforgia, Michele Lamacchia, Serenella Molendini, Magda Terrevoli. Nole Schiavarelli leggerà brani del libro “Malamore” di Concita De Gregorio, ma soprattutto saranno presentate le nuove linee guida regionali contro la violenza sulle donne, con la distribuzione di un opuscolo con i numeri dei centri antiviolenza. A Foggia un’analoga iniziativa si terrà alle 10.00 presso la biblioteca provinciale, Ci sono a disposizione circa 10 milioni di euro da programmi nazionali e Ue per la lotta alla violenza, per studi sul fenomeno e il finanziamento di reti di operatori (ad esempio, medici di pronto soccorso, agenti di pubblica sicurezza) che operano sul territorio, oltre che per i centri antiviolenza e le case rifugio per le donne maltrattate. Il tutto in coerenza con i Piani sociali di zona dei Comuni.

I depliant saranno distribuiti anche agli autisti di bus, taxi, nelle portinerie delle strutture ricettive, perché siano pronti strumenti di base per indirizzare le vittime di violenza che spesso non sanno come fare a denunciare e ottenere assistenza. Di seguito, un comunicato diffuso oggi. Approvato nella giunta regionale del 18 novembre, il piano rappresenta un articolato programma di interventi. Prevenzione, informazione e sensibilizzazione, nuove linee guida, strutture dedicate, formazione mirata, incentivi alle assunzioni e alloggi per l’emergenza abitativa tra gli interventi previsti. Gentile: “occorre capovolgere la prospettiva culturale ed educare alla non violenza” Un piano triennale di interventi (2009-2011) per contrastare e prevenire la violenza di genere, favorire la conoscenza del fenomeno e promuovere campagne diffuse di sensibilizzazione, avviare un confronto strutturato tra i diversi livelli di governo regionale, locale e del terzo settore, incrementare la dotazione di strutture e servizi territoriali e potenziare le competenze degli operatori pubblici e privati, garantire l’indipendenza economica alle donne vittime di violenza per favorire autonome e consapevoli scelte di vita. È quello approvato dalla Giunta regionale lo scorso 18 novembre. Il Rapporto ISTAT 2006 – La violenza e i maltrattamenti contro le donne dentro e fuori la famiglia dimostra che la violenza contro le donne e le/i bambine/i, si consuma soprattutto all’interno delle mura domestiche e che tale fenomeno ha raggiunto in Italia e nella regione Puglia proporzioni inquietanti. I dati Istat, relativi alla indagine sulla violenza e i maltrattamenti contro le donne condotta nel 2006, su un campione di 25.000 donne – in Puglia 1.104 – comprese tra i 16 e 70 anni, confermano che, nonostante sia aumentata la percentuale di donne che subiscono violenza o tentata violenza, il sommerso rimane elevatissimo: le donne che non denunciano le violenze subite sono circa il 96% nel caso delle violenze inferte da un non partner e il 93% nel caso delle violenze inferte dal partner. Nello specifico i dati in Puglia mostrano una situazione in cui solo il 10,8% denuncia la violenza del partner a fronte di un 89,2% che preferisce tacere; nel caso di un non partner solo il 5,4% delle donne denuncia le violenze subite con il restante 94,6 % che non denuncia. Inoltre il 24,9% delle donne pugliesi intervistate dichiara di aver subito violenza fisica e sessuale nel corso della propria vita ed il 5,3% dichiara di averla subita prima dei 16 anni. Intanto sul territorio regionale non c’è adeguata risposta ad un’esposizione così elevata di casi e di sommerso. Infatti non c’è adeguata copertura dei servizi di prevenzione e di presa in carico dei casi di abuso. Le province di Lecce e Foggia risultano totalmente sprovviste dei Centri antiviolenza che pure dovrebbero essere ubicati in ciascuna provincia, secondo quanto disposto dalle linee guida attuative della legge regionale 17/2003 attualmente vigenti. Da quest’analisi nasce l’esigenza di strutturare azioni e interventi, nonché una rete capillare di servizi, per prevenire e contrastare la violenza di genere. Quattro le linee di intervento previste: un sistema regionale di monitoraggio e valutazione degli interventi per rendere omogenee le azioni sul territorio regionale, attraverso una mappatura dell’esistente condotta con la collaborazione degli osservatori provinciali delle politiche sociali su due livelli: gli interventi realizzati nei piani sociali di zona e quelli realizzati dal Terzo Settore. Questo primo livello di intervento consentirà la definizione delle linee guida regionali sulla gestione e il funzionamento dei Centri Antiviolenza. Seconda linea di intervento, la stesura di accordi di programma tra amministrazioni per prevenire e contrastare la violenza di genere. Sulla base di questa linea, ogni provincia redigerà un programma di intervento locale in accordo con gli ambiti territoriali, che consentirà di stabilire gli interventi infrastrutturali, i percorsi formativi per gli operatori di strutture e servizi, i rapporti con gli altri enti. Terza linea, il potenziamento delle equipe integrate per la realizzazione di una piena integrazione operativa e gestionale in tema di prevenzione e contrasto alla violenza di genere, tra la rete dei servizi sociali territoriali (Comunali e di ambito) con la rete dei servizi consultoriali e gli altri operatori pubblici e privati, mediante il finanziamento di specifici progetti sperimentali. Previsto in questa linea, un avviso per la sperimentazione di prassi operative e gestionali per il contrasto alla violenza di genere e sui minori. La quarta e ultima linea di intervento propone gli strumenti per l’indipendenza economica delle donne vittime di violenza. Tra quelli previsti, l’inserimento o re-inserimento nel mercato del lavoro attraverso formazione mirata, incentivi alle assunzioni, creazione di impresa, etc, e una riserva di alloggi per situazioni di emergenza abitativa, tramite la disponibilità degli immobili confiscati alla mafia. “Un piano di azioni complesse – afferma l’assessore Elena Gentile – che consente di dare le gambe e le braccia ad un quadro normativo regionale che prevede già gli interventi di prevenzione, e i servizi di contrasto alla violenza delle donne. In Puglia abbiamo solo 5 case rifugio, su tutto il territorio, 11 centri di ascolto e 31 equipe integrate, una dotazione troppo debole rispetto al bisogno rilevato. Anche a questo risponde il piano, ma non solo. Non si può dimenticare che ciò che oggi rileviamo, seppure con qualche difficoltà ancora, fino a pochissimi anni fa non solo era un tabù, ma una consuetudine culturale, all’interno della quale venivano giustificate e spesso lo sono ancora, le più terribili violenze. Per questo occorre intervenire sul tessuto, per promuovere cambiamento, per dire a quelle donne che subiscono ogni giorno violenza ‘non deve essere il vostro pane quotidiano’, per sostenerle nelle azioni di denuncia e aiutarle a contenere il disagio. Occorre, soprattutto, capovolgere la prospettiva culturale ed educare alla non violenza”. Al fianco degli interventi programmati dalla Regione, è di questi giorni la notizia che la Commissione europea ha finanziato un progetto di cooperazione transnazionale presentato dall’Assessorato alla Solidarietà nell’ambito del programma DAPHNE III 2007-2013 della Direzione Giustizia finalizzato a prevenire e contrastare i fenomeni di violenza. Grazie a questo ulteriore finanziamento di circa 300.000,00, in partnership con il Belgio e la Spagna, sarà possibile attivare un percorso di ricerca di secondo livello finalizzato a far emergere il fenomeno e ad offrire strumenti e buone pratiche alle istituzioni per combatterlo. Per discutere delle iniziative regionali e locali, la Regione Puglia si è resa promotrice di tre incontri, domani 25 novembre: a) la mattina a Foggia organizzato con l’Università degli Studi di Foggia b) il pomeriggio a Bari e a Lecce. Nei tre incontri saranno allestiti banchetti presso cui verranno distribuite delle buste con il pane, simbolo dell’iniziativa di sensibilizzazione, e un depliant con informazioni utili in caso di bisogno. Gli incontri sono organizzati con il partenariato delle istituzioni regionali di parità, ANCI, UPI, Comune di Bari e Agenzia per la lotta non repressiva alla criminalità organizzata.

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