Rapporto Economico, i dati 2007-2008 nella sesta giornata dell’Economia

La presentazione dei dati elaborati per il rapporto economico 2007-2008, nell’ambito della sesta giornata dell’Economia, cambia aspetto e da fredda elencazione di dati si trasforma in un forum dinamico con i neo-eletti parlamentari dauni.Al tavolo dei relatori, infatti, erano presenti gli onorevoli Angelo Cera, Michele Bordo, Antonio Leone e Carmelo Morra, insieme al presidente della Provincia, Antonio Pepe, il presidente della Camera di Commercio, Luigi Lepri ed il moderatore – agent provocateur della giornata Ernesto Tardivo, caporedattore della Gazzetta del Mezzogiorno.

Dal 2000, la presentazione del Rapporto Economico Provinciale è diventato un appuntamento fisso per la Capitanata, grazie al quale è possibile individuare i gap e le tendenze di massima che regolano l’economia locale. “I dati di quest’anno – ha spiegato in apertura Lepri -fissano e ribadiscono alcuni comportamenti positivi della nostra economia: pur non avanzando sul piano della dotazione infrastrutturale e della capacità reddituale, infatti, il territorio di Capitanata continua a accrescere la sua struttura imprenditoriale e incrementa la platea occupazionale. Ancora, migliora la propria apertura verso i mercati internazionali e, per il secondo anno consecutivo, sposta verso l’alto il valore dell’export, il primo a livello regionale per cifre relative”.

“E’ come se si stesse consolidando un nuovo paradigma di sviluppo locale – ha concluso Lepri – ed è bene, dunque, procedere senza esitazioni lungo questa strada, puntando in primo luogo alle infrastrutture: con le sue gambe avanza il progresso della nostra comunità, con esse si sostiene veramente lo sviluppo del nostro sistema produttivo”.

Il fattore infrastrutture appare mediamente debole in Capitanata dove, nonostante la rete stradale e quella ferroviaria si collocano al di sopra della media regionale e nazionale, tutti gli altri parametri (porti, aeroporti e rispettivi bacini di utenza) appaiono fortemente sottodimensionati.

La tendenza della Capitanata, fotografata negli ultimi anni dall’Osservatorio della Camera di Commercio dauna, è quella di una sub-regione di frontiera che vuole aprirsi all’esterno, ragionando non più in termini di confini amministrativi, ma seguendo aree territoriali dalle caratteristiche simili e che abbracciano la vicina Campania e Molise. In questa prospettiva, è fondamentale rafforzare, in termini di ammodernamento, adeguamento ed innovazione, non solo gli agglomerati industriali, ma anche i collegamenti lungo la dorsale adriatica, la statale appulo-sannitica, il nord-barese e il vulture-melfese.

Continua ad irrobustirsi, invece, il tessuto imprenditoriale in Capitanata, e non solo come ampliamento della base produttiva. Secondo i dati registrati dall’Osservatorio economico provinciale, infatti, a crescere maggiormente sono state le imprese nate sotto forma di società di capitali: ben 7.558 di cui, però, solo il 57% è attivo.

I dati camerali, inoltre, quantificano il sistema produttivo in Capitanata in 73.575 imprese, di cui l’89% attive. Il 43% di esse sono impegnate produttivamente nel primario, solo il 7% nel settore manifatturiero, il 39% nel terziario (che punta sempre di più sulle attività di intermediazione finanziaria, immobiliare e su quelle informatiche e logistiche). In crescita anche il settore delle costruzioni, che nel 2007 ha registrato 597 imprese neo-iscritte nel registro delle imprese con un saldo positivo di 95 unità (+1,3%).

In espansione il comparto agroalimentare a fronte di una contrazione sistematica del settore manifatturiero. In crescita anche la rappresentanza dell’imprenditoria femminile: il 27% delle imprese attive, infatti è guidato da donne.

Buone notizie, dall’Osservatorio economico provinciale, anche per la competitività internazionale. Per il secondo anno consecutivo, infatti, si registra un miglioramento dell’interscambio provinciale con i mercati esteri: l’export del territorio di Capitanata si conferma il più dinamico delle cinque province pugliesi, registrando un’accelerazione del 10%, a fronte del 3,5% di media regionale. L’agroalimentare, ovviamente, si conferma come il settore emergente (34%). Si consolidano i rapporti commerciali con il Nord e Sud America, con i Balcani, alcuni paesi nordafri cani e quelli del vicino ed estremo oriente. Si registra, inoltre, un significativo incremento della base occupazionale: l’ultima variazione stimata, infatti, indica un’occupazione addizionale di 5000 addetti (+ 2,6%) per un dato complessivo di 196.000 unità. Tuttavia si assiste ad un indebolimento progressivo della forza/lavoro (-4,9%).

Fonte: Il Grecale

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