Partirà ad Aprile la venerazione del corpo di San Pio

“Carissimi Fratelli e Sorelle, con sentimenti di gioia e di sincera commozione, insieme ai cari frati cappuccini, nelle persone del ministro generale fr. Mauro Jöhri, del ministro provinciale fr. Aldo Broccato e dei confratelli tutti della religiosa Provincia di Sant’Angelo e Padre Pio, vi annuncio che, in occasione del 40° anniversario della morte, dopo l’acquisizione delle prescritte autorizzazioni canoniche e l’assenso convinto ricevuto dalle superiori Autorità, muniti del relativo Decreto della Congregazione delle Cause dei Santi, si procederà alla esumazione ed alla ricognizione canonica del corpo di san Pio da Pietrelcina, per verificarne lo stato e per effettuare tutte le procedure idonee a garantirne le ottimali condizioni di conservazione”.

“È convinzione mia personale e dei confratelli di san Pio che incombe su tutti noi il dovere di permettere anche alle generazioni che verranno dopo di noi la possibilità di venerare e custodire nel migliore dei modi le spoglie mortali di san Pio da Pietrelcina. Un ulteriore motivo di giubilo deriva dal fatto che è stata decisa e autorizzata l’esposizione e la pubblica venerazione, per alcuni mesi, del corpo del Santo, a partire dalla metà del prossimo mese di aprile, quando, presumibilmente, saranno terminate tutte le procedure previste dalle normative canoniche e dalle indicazioni delle scienze mediche. Il Signore, mirabile nei suoi Santi, ci accompagni in questo gesto di devozione e di venerazione verso il nostro Santo, faro di luce ed epifania dell’Amore Crocifisso. Possa questo evento, inscritto nella normale prassi della Chiesa, aiutare molti a scoprire la bellezza della santità che il Signore fa rifulgere nei suoi servi ed amici, e spronarci ad una vita di maggiore fedeltà e conformità a Cristo Gesù, crocifisso per la nostra salvezza”.

Questo l’annuncio dato nei giorni scorsi, durante la Messa vespertina da S. E. mons. Domenico Umberto D’Ambrosio, arcivescovo di Manfredonia – Vieste – San Giovanni Rotondo e delegato della Santa Sede per il Santuario e le Opere di san Pio da Pietrelcina. Si tratta di una delle iniziative più importanti programmate per commemorare il quarantesimo anniversario della morte del santo Cappuccino e il novantesimo anniversario della stimmatizzazione permanente, avvenuta a San Giovanni Rotondo il 20 settembre 1918. In occasione di quest’ultima ricorrenza sarà organizzato un convegno internazionale, con i più accreditati studiosi di discipline mediche, umanistiche e teologiche, sulle piaghe dell’unico sacerdote stigmatizzato. Ulteriori informazioni sulla riesumazione e sulle modalità di esposizione saranno rese note appena sarà stato predisposto un apposito programma organizzativo degli eventi.


Padre Pio concluse la sua esistenza terrena alle 2,30 del mattino del 23 settembre 1968, seduto sulla poltrona della sua cella, la n. 1 del convento. Poco prima aveva chiamato padre Pellegrino Funicelli, che lo assisteva nelle sue necessità, e gli aveva chiesto di confessarsi. Quindi gli aveva detto: «Figlio mio, se oggi il Signore mi chiama, chiedi perdono per me ai confratelli di tutti i fastidi che ho dato e chiedi ai confratelli e ai figli spirituali una preghiera per l’anima mia». Aveva, poi, impartito a tutti la sua benedizione, ricordando in particolare la sorella suor Pia e i nipoti Pia ed Ettoruccio con le loro famiglie. Infine aveva voluto «rinnovare l’atto della professione religiosa».
«Nella veranda attigua alla cella n. 1 fu preparata la camera ardente e pietosamente composto il corpo esanime, in attesa di esporlo in chiesa». La sera del giorno della morte la prima bara in legno venne sostituita con una in acciaio, ricoperta con una lastra di cristallo, per consentire una più lunga esposizione della salma, resasi necessaria per la straordinaria affluenza di gente accorsa per rendere omaggio al venerato Frate. Durante questa operazione «l’ufficiale sanitario dottor Grifa, assistito dal vigile sanitario Michele Fini, alla presenza del sindaco e del padre guardiano, pratica al cadavere delle iniezioni di formalina per assicurare lo stato di conservazione durante i giorni della esposizione al pubblico».

«Il giorno 26, verso mezzogiorno, alla folla che non mai terminava, si disse a malincuore basta». E alle 15,30 la bara fu portata in corteo per le principali vie di San Giovanni Rotondo, fino «al palazzo comunale», dove «si fermò per il saluto ufficiale da parte del sindaco». Nel frattempo, sul sagrato, «l’onorevole professor Enrico Medi, dal microfono sul palco intrattenne in preghiera» tutti coloro che non avevano seguito il feretro «temendo di non trovare posto al rientro del corteo» per partecipare alla Messa esequiale, che venne celebrata alle ore 19. Presiedeva «il reverendissimo padre generale dei cappuccini Clementino da Vlissingen», insieme ad altri 23 sacerdoti. Ma «l’elogio funebre venne recitato dal padre Clemente da Santa Maria in Punta, definitore generale e amministratore apostolico della Provincia di Foggia, con la lettura alla fine, del telegramma del Santo Padre».

Alla fine della Messa, benediceva la «salma sua eccellenza mons. Cunial amministratore apostolico di Manfredonia (era presente anche il vescovo di Foggia mons. Giuseppe Lenotti)». Alle 20,30, dopo una sosta dinanzi a Casa Sollievo della Sofferenza, il feretro di Padre Pio fu riportato nella chiesa di Santa Maria delle Grazie «dalla porta centrale, che fu immediatamente chiusa: erano le ore 20,30». Quindi «la bara, il cui coperchio di acciaio porta in alto un Crocifisso di acciaio e bronzo, ed in basso una scritta, similmente in acciaio e bronzo, con la dicitura: “Francesco Forgione – nato a Pietrelcina 25-5-1887 – morto a San Giovanni Rotondo 23-9-1968”, viene portata a braccia in cripta e calata con molta attenzione nel loculo scavato sotto il pavimento nel sito già precedentemente disposto: erano le ore 22» (1) .

(1) Le frasi riportate tra virgolette sono tratte da Beatificationis et Canonizationis Servi Dei Pii a Pietrelcina Positio super virtutibus Vol. III/1 – Biografia documentata, scritta da padre Alessandro Cristofaro da Ripabottoni.

Fonte Teleradiopadrepio.it

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