Padre Pio, ostensione in diretta mondiale

È iniziata alle 11 a San Giovanni Rotondo davanti a 15mila fedeli la cerimonia eucaristica presieduta dal cardinale Josè Saraiva Martins, prefetto della congregazione delle cause dei santi, che precede l’esposizione delle spoglie di Padre Pio per la venerazione dei fedeli (guarda il video). Un evento mondiale seguito anche da tante televisioni straniere e con preghiere lette in diverse lingue, per la presenza di fedeli da ogni parte del mondo. Sin dall’alba i pellegrini hanno preso posto nelle 10mila sedie predisposte sul sagrato della chiesa. Imponenti le misure di sicurezza. Carabinieri, poliziotti e Guardia di finanza hanno controllato tutti i punti sensibili della città. Tutti i 9mila posti letto degli alberghi di San Giovanni Rotondo sono occupati da fedeli e giornalisti delle 93 testate accreditate.CLAMORE – «Non cerchiamo clamore, chiasso, letture distorte e avventate, vogliamo onorare e benedire il Signore mirabile nel suo fedele Servo che ha fatto della sua esistenza e del suo corpo segnato dalle stigmate di nostro Signore Gesù Cristo uno strumento alto e leggibile di quella immagine e somiglianza di sè con cui il Dio creatore ci ha plasmati» ha detto nel suo messaggio di benvenuto l’arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, monsignor Domenico Umberto D’Ambrosio, al cardinal Saraiva Martins e a tutti i presenti all’inizio della celebrazione. «È un giorno di festa – ha detto D’Ambrosio – perché vogliamo celebrare l’immensa santità di Dio che si riverbera e si rende visibile e fecondante nelle creature che sanno accogliere il mistero di Dio e lasciano che il dono del suo spirito le modelli a immagine della sua unica e inimitabile santità».

«SANTO DELLA GENTE» – Nell’omelia il cardinale Saraiva Martins ha definito Padre Pio «santo della gente». «Avvicinarci, conoscere meglio Padre Pio, diventato ormai il santo della gente, che ora sarà ancora più accessibile, mediante la nuova sistemazione del suo corpo, richiede da parte nostra l’umiltà di riconoscere il mistero. Lui stesso aveva detto di sé, scrivendo il 15 agosto 1916 al suo direttore spirituale e confidente, padre Agostino: “Che dirvi di me? Sono un mistero a me stesso”». «Noi oggi veneriamo il suo corpo, inaugurando un periodo particolarmente intenso di pellegrinaggio – ha aggiunto il cardinale. Questo corpo è qui, ma Padre Pio non è soltanto un cadavere: infatti egli, che è vissuto in piena unione con Gesù crocifisso, vive adesso nella definitiva comunione con Gesù risorto. E le reliquie sono l’annunzio della nuova creatura che sorgerà in comunione con il Risorto».

LE SPOGLIE – Subito dopo la cerimonia, il cardinale Martins sarà il primo, insieme ai concelebranti, a pregare sulle spoglie del santo che saranno esposte in una teca in cristallo nella cripta del convento di Santa Maria delle Grazie. Poi il luogo sarà aperto ai primi fedeli. Nel pomeriggio si terrà una conferenza stampa con l’arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, monsignor Domenico D’Ambrosio, frate Aldo Broccatro, ministro della Provincia religiosa Sant’Angelo e Padre Pio dei Frati minori cappuccini e la commissione dei periti che nella notte tra il 2 e il 3 marzo ha riesumato le spoglie. Probilmente saranno rese note le condizioni in cui il corpo del santo è stato trovato alla riapertura della tomba, dopo 40 anni, e le modalità utilizzate per la conservazione delle spoglie. Il 19 marzo il consiglio dei ministri, a seguito della richiesta fatta dalla Prefettura di Foggia e dal Comune di San Giovanni Rotondo, ha dichiarato la giornata di oggi «grande evento».

L’ABITO – Il volto di San Pio è stato ricoperto con una maschera di silicone, mentre l’abito che indossa è stato confezionato dalle suore clarisse di clausura del Monastero della Risurrezione di San Giovanni Rotondo. I mezzi guanti e le calze sono quelli che Padre Pio aveva nell’armadio a muro nella cella in cui è morto, tra gli indumenti non ancora utilizzati. La stola è di una foggia precedente il Concilio Ecumenico Vaticano II ed è strutturata come una «broccatura» su pura seta di colore bianco ghiaccio. La stoffa (cinque metri) è stata tessuta negli anni Sessanta, fu acquistata nel 1987 e conservata in vista di eventi eccezionali. Il ricamo evidenzia i particolari dei melograni (simbolo della fecondità ministeriale nella Chiesa) e dell’uva (simbolo della gloria della vita eterna). La stola è arricchita da 312 pietre di cristallo di rocca fumee e sferule d’oro. La frangia, molto ricca, è interamente stata realizzata alternando elementi gemmati in canutiglia e fiocchi d’oro. Il lavoro compiuto per ideare e confezionare il paramento supera le 200 ore. La stola è stata realizzata da un’azienda di Treviso, che ha curato l’abbigliamento liturgico di Papa Giovanni Paolo II, di Papa Benedetto XVI e ha creato paramenti per importanti eventi, come il Giubileo del 2000.

LA VITA – Padre Pio, al secolo Francesco Forgiane, nacque il 25 maggio del 1887 a Pietrelcina, in provincia di Benevento. A 16 anni entrò in noviziato e a San Giovanni Rotondo, il 10 maggio 1910, fu ordinato sacerdote. Subito dopo la prima guerra mondiale, dove Padre Pio è chiamato come cappellano militare, il 20 settembre del 1918, a 31 anni, riceve le stimmate. Il futuro santo si trova a pregare in solitudine nel coro del convento Santa Maria delle Grazie, quando gli appare una persona che perdeva sangue dalle mani, dai piedi e dal costato. Dopo pochi minuti anche il suo corpo grondava sangue. È l’inizio dei pellegrinaggi a San Giovanni Rotondo della fama del «frate con le stimmate», ma anche dei suoi molti nemici, tra cui anche diversi prelati e che gli costò il divieto, tra il 1922 e il 1931, di avere contatto con i fedeli. In quello stesso periodo cominciano ad arrivare al frate grandi somme di denaro, inviate dai fedeli e che Padre Pio intende destinare alla Casa Sollievo della Sofferenza, l’ospedale che vuole costruire accanto al suo convento a San Giovanni Rotondo.

SANTO – Nel 1953 Pio XII lo esonera dal voto di povertà autorizzandolo a guidare i gruppi di preghiera e soprattutto a realizzare l’ospedale, inaugurato nel 1956. Qualche anno prima, nell 1947, riceve la visita di è un prete polacco, Karol Wojtyla, a cui durante la confessione Padre Pio avrebbe detto di aver visto del sangue sulla sua veste bianca, annunciandoli che sarebbe diventato Papa ma anche che sarebbe stato ferito. Cinquant’anni dopo l’apparizione delle stimmate, il 23 settembre 1968, Padre Pio muore nella sua cella. Nel 1983 l’allora vescovo di Manfredonia avvia il processo di beatificazione e il 2 maggio 1999 Giovanni Paolo II proclamò beato il frate di Pietrelcina. Il 16 giugno 2002 lo stesso Papa, in una piazza San Pietro invasa da più di trecentomila fedeli, proclama ufficialmente santo il frate di Pietrelcina stabilendo che la Chiesa lo festeggerà ogni anno il 23 settembre. Il 2 marzo l’arcivescovo di San Giovanni Rotondo-Manfredonia-Vieste (delegato per la Santa Sede delle opere di Padre Pio) e una commissione pontificia hanno riesumato le spoglie del santo.

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