“Rodi… sull’onda dei ricordi”

Un pubblico numeroso e interessato ha partecipato alla presentazione del libro che Pietro Agostinelli ha dedicato alla nostra città.

Oltre al sindaco di Rodi, Carmine d’Anelli, che ha patrocinato l’iniziativa, alla presentazione sono intervenuti gli insegnanti Tiziana Piletti, Caterina Santamaria e Pietro Saggese a sottolineare l’operazione culturale che Pietro Agostinelli ha avviato con la sua opera, come sottolinea il primo dei tre interventi che man mano pubblicheremo sul nostro blog. Vedi anche il sito www.rodifolkjazz.com.

Pietro Agostinelli: Rodi sull’onda dei ricordi  Voglio innanzitutto esprimere la mia riconoscenza a Pietro Agostinelli che mi ha consentito, attraverso il suo lavoro, di soddisfare le mie curiosità e di approfondire la storia di Rodi, una storia fatta di semplici memorie, dove gli eroi sono gli umili lavoratori del mare e della terra, dove le imprese sono la dura quotidianità dell’esistenza.

Sono pagine di cultura popolare che consentono anche al “forestiero” di partecipare la “vita” di questa gente, quella vita di un tempo che ogni padre ha raccontato ai figli ed ogni nonno ai nipoti.

Pietro Agostinelli ha dedicato il suo libro agli anziani, a coloro che hanno dato anima ai suoi ricordi, a quella parte della sua esistenza che sembra oggi così lontana, così diversa, quasi irreale.

Ma, leggendo e ricomponendo il mosaico della sua memoria, dalle parole, dalle immagini che egli evoca, emerge un’unica e grande dedica al suo paese, a Rodi, a tutti i rodiani di un tempo e di oggi e, più che mai, alle nuove generazioni, e traspare il rimpianto e la voglia di far rivivere proprio ai giovani quei valori, quella semplicità di costumi ma anche quell’orgoglio di poter dire: “io sono rodiano”.

Quando Pietro mi chiese la collaborazione nel riordino delle sue innumerevoli cartelle di appunti, frutto di un lungo e meticoloso lavoro, ne fui sorpresa e gli esternai le mie perplessità: sarei stata di scarso aiuto perché le mie conoscenze sulle tradizioni locali erano piuttosto vaghe, la materia mi era per lo più sconosciuta.

Ma egli mi incoraggiò e, sapendo di avere la valida ed esperta collaborazione di Caterina Santamaria, mi sono fatta coinvolgere dall’impresa, affascinata dall’idea di conoscere la vita passata di questo paese, nel quale è così bello stare.

Mi sono resa conto che tutto ciò che Pietro aveva raccolto in tanti anni, costituiva un piccolo archivio composto da informazioni, curiosità, immagini, e ciò che più mi sorprendeva erano la tenacia e la passione con le quali si era applicato a questa attività di testimone e ricercatore del passato, premurandosi di registrare e trascrivere le voci dei protagonisti ancora viventi, nella consapevolezza che, se ciò non fosse stato fatto, tanti ricordi, tanta “vita”, si sarebbero persi per sempre.

Non c’era argomento o notizia che noi gli chiedessimo e di cui egli non tenesse conservata con cura una testimonianza.

Mi sono immersa nella lettura di tante pagine in cui i protagonisti erano sempre gli stessi: donne e uomini intenti alle quotidiane fatiche nei giardini, negli uliveti, nella piana e sul mare, uniti nello sforzo di condurre una vita povera sì, ma dignitosa, in cui il valore degli affetti familiari, della religiosità e del rispetto erano a fondamento dell’esistenza.

Ho attraversato sì, da “ forestiera”, i ricordi di Pietro Agostinelli ma, di questo paese, ne ho sentito palpitare l’umanità, ne ho percorso quartieri, vicoli, piazze, ed ecco che, all’improvviso, si animavano di voci di gente, di bambini, di …VITA!

Ho avvertito il calore dell’ospitalità, ho ammirato la bontà di una gente laboriosa, profondamente legata dal grande amore per la propria terra, attaccata ai valori sacri della tradizione, intenta a condurre una difficile esistenza strettamente dipendente da una natura incantevole, che si è lasciata modellare da tante braccia instancabili.

Ed ecco allora che, involontariamente, emergevano nella mia memoria altri ricordi, quelli di un’altra gente, antica anch’essa, lontana da qui, simile, in tanti aspetti, a quella che Pietro faceva rivivere nelle sue pagine, e scoprivo analogie e differenze, ma, improvvisamente, i ricordi si sovrapponevano e si unificavano nella sacralità dei valori di una vita umile ma dignitosa, onesta e felice di quel poco che aveva.

E’ questo un libro che non ha pretese letterarie e che si legge tutto d’un fiato; le pagine coinvolgono e catturano il lettore: si sorride, ci si sorprende, si ricorda…e, al termine, ci si distacca a fatica da quelle atmosfere sfumate, serene, e si ritorna al presente col rimpianto per ciò che era e ci si sorprende a pensare: “ questo libro avrei potuto scriverlo anch’io”.

Sì, perché i ricordi di queste pagine sono i “nostri”ricordi, che evadono dai confini di questo paese e abbracciano tutte le genti garganiche e oltre, fino ai confini della nostra Italia.

“Tutto il mondo è paese” recita un proverbio che appartiene ad ogni comunità.

Grazie perciò a te, Pietro, che in queste pagine ci trasmetti soprattutto un immenso amore per la tua, la “nostra” Rodi, oggi più che mai in profonda trasformazione, ma bisognosa di rispolverare gli angoli della sua memoria.

La nostra gratitudine per quanto hai fatto e la passione che hai messo in queste pagine siano per te un augurio a continuare e per noi un invito ad essere più attenti e consapevoli che la storia della nostra terra ci appartiene, ci identifica, ci valorizza e, pertanto, non deve essere dimenticata.

Grazie Pietro!

Tiziana Piletti

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