Monte Sant’Angelo patrimonio Unesco: la regione prende atto della candidatura

La Giunta regionale ha preso atto della candidatura denominata «Italia Longobardorum. Centri di potere e di culto 568-774>> riguardante, tra gli altri, il Comune di Monte Sant’Angelo. La candidatura, accettata dal Centro del Patrimonio Mondiale Unesco, è stata inviata per la valutazione scientifica all’Icomos. Passa dopo passo prende sempre più corpo la candidatura della basilica di San Michèle Arcangelo, à Monte Sant’Angelo, a patrimonio dell’Unesco. Nelle settimane scorse, una commissione dell’organismo internazionale e stata nel centro garganico per l’esame dei contenuti della proposta. Una sorta di ricognizione che, da quanto dichiarato dagli ispettori, ha datori risultati positivi. Il Santuario di Monte Sant’Angelo è una delle  testimonianze più importanti, a livello mondiale, per quanto riguarda il flusso dei devoti all’arcangelo Michele. Un flusso ininterrotto, che ha le sue radici nel VII secolo quando i Longobardi, dopo Benevento, estesero Il loro dominio anche sul Gargano, contribuendo, in modo si significativo, a diffondere il culto (di San Michele. Per devozione al Santo, vollero che si costruisse il santuario, fornendo i mezzi. Imponente la Basilica, costruita sul luogo dell’apparizione dell’Arcangelo, e una monumentale testimonianza della devozione che, nel corso dei secoli ha visto scendere la «scalinata santa» milioni di pellegrini provenienti da ogni parte d’Europa per inginocchiarsi davanti alla statua del Santo, di raffinata fattura, opera, pare, del Sansovino. Maestosa nella sua struttura, la basilica custodisce la cattedra episcopale del famoso pittore Acceptus, le porte di bronzo che furono fuse a Costantinopoli e un’icona in rame raffigurante S. Michele, risalente all’XI secolo.

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