La via sacra Langobardorum diventa patrimonio Unesco

Nei giorni scorsi il Centro del Patrimonio Unesco di Parigi ha dato il via libera alla candidatura del sito seriale ‘Italia Langobardorum’, tra i luoghi Patrimonio mondiale dell’Unesco. Una iniziativa unica, perchè l’Unesco non prende in considerazione un solo sito, ma ben sette uniti tra loro da una storia comune. La commissione Unesco ha infatti accertato la sussistenza dei requisiti richiesti dalle Linee guida operative ed ha quindi iniziato la procedura per la valutazione definitiva della richiesta. Intanto, agli inizi di maggio, probabilmente a Spoleto, si terrà una riunione plenaria di tutti i siti interessati dal percorso ‘Italia Langobardorum’, nel corso della quale verrà individuata la struttura che dovrà gestire il Piano di gestione e avviate le attività di rete (dal sito web alle pubblicazioni). Tra i beni compresi nel sito seriale ‘Italia Langobardorum’ ci sono l’area della Gastaldaga con il Tempietto Longobardo e il Complesso episcopale con i resti del palazzo patriarcale di Cividale del Friuli; il monastero di San Salvatore-Santa Giulia di Brescia; l’area del ‘castrum’ con la torre di Torba e la chiesa di Santa Maria foris portas di Castelseprio; la Basilica di San Salvatore a Spoleto; il tempietto del Clitunno a Campello; il complesso di Santa Sofia con la chiesa e il chiostro di Benevento e il Santuario di San Michele a Monte Sant’Angelo. L’intesa per l’attuazione del Piano di Gestione del progetto, siglata il 9 gennaio scorso presso il Ministero dei Beni Culturali, vede l’accordo dello stesso Ministero, delle Regioni Lombardia, Friuli, Umbria, Campania e Puglia, le Province di Udine, Brescia, Varese, Perugia, Benevento e Foggia, i Comuni di Cividale del Friuli, Brescia, Castelseprio, Gornate Olona, Spoleto, Campello sul Clitunno, Benevento e Monte Sant’Angelo, le diocesi di Spoleto, Norcia, e Benevento, la Basilica di San Michele Arcangelo, la Parrocchia di S. Maria Assunta, l’Ente Parco Nazionale del Gargano, la Comunità Montana del Gargano, il FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano, il Centro Italiano di Studi sull’Alto Medioevo e il Centro di Studi Micaelici e Garganici.

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