Il Crocifisso di Rodi sarà restituito al culto

Il recupero della chiesa del Crocifisso di Rodi Garganico è stato, da sempre, tra le priorità della locale amministrazione comunale che, oggi, può ritenere di poter trarre un primo bilancio. Numeri che sono molto positivi, tant’è che è possibile, per la prima volta, guardare alla risoluzione del problema, non più come un sogno da concretizzare, bensì ad un progetto che, a breve, vedrà la chiesa restituita ai cittadini, dopo decenni di abbandono e di un lento, preoccupante degrado a causa di eventi tellurici e dell’incuria degli uomini.

Il progetto di restauro è stato approvato e, per la gran parte finanziato. Un milione e quattrocentomila euro il costo complessivo. Già disponibile un milione, per il restante c’è un significativo concorso di disponibilità. Dunque, a breve si parte e, se tutto andrà per il verso giusto, nell’arco di un anno e mezzo la chiesa del Crocifisso potrà essere restituita al culto. Punto di riferimento per la comunità locale che vi ha ritrovato le radici della sua storia, della sua identità.

Il sindaco di Rodi Garganico, Carmine d’Anelli, ha saputo in questi anni mettere insieme le giuste sinergie per tracciare un percorso che potesse sia reperire i fondi necessari per le opere di ristrutturazione che accelerare i tempi di avvio del recupero, interventi che, a causa della situazione di degrado dell’immobile, diventavano sempre più urgenti. Infatti, sussistevano forti preoccupazioni per la stabilità dell’edificio, anche se erano state garantite le misure minime per l’incolumità pubblica. Importante anche il contributo del dirigente dell’ufficio tecnico comunale, Domenico Di Monte, che ha redatto, gratuitamente, il progetto di recupero, non solo, ma ha fatto si che fossero contenuti al massimo i tempi di approvazione del progetto e le procedure per l’indizione della gara d’appalto. Mons. Domenico D’Ambrosio, vescovo della diocesi di Manfredonia-Vieste- San Giovanni Rotondo, in più occasioni, ha apprezzato l’impegno per «riprendere in mano un patrimonio di inestimabile valore, per i suoi elementi unici nell’architettura garganica, e per tutto ciò che ha rappresentato e rappresenta per la comunità rodiana». Il prelato sarà, come sempre, a fianco degli amministratori comunali con i quali continuerà a lavorare a fianco a fianco per «aggiungere un ulteriore tassello alla cittadina rodiana».

Costruita negli ultimi anni del secolo XVII, ridotta in rovina a seguito a un terremoto nel 1679, la chiesa venne riedificata nelle forme attuali e donata all’arciconfraternita della Morte ed Orazione nel 1695. Oltre a questa confraternita c’erano quelle della Madonna del Carmine, del preziosissimo Sangue, dei Cinturati di Maria, della Consolazione (detta anche di sant’Agostino), del santissimo Sacramento. Proprio la cura e le entrate di queste confraternite hanno assicurato alla chiesa le risorse necessarie per quello splendore che l’ha contraddistinta fino al mesto declino di oggi.

Fonte: ilgarganonuovo

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