Il Convento dello Spirito Santo di Rodi Garganico

convento-cappuccini“Sta situato un miglio piccolo lontano dalle mura della Terra e la Chiesa porta il titolo dello Spirito Santo”.

Così scriveva, a proposito del Convento dei Cappuccini di Rodi, Bernardino da Arezzo nella sua “Relazione dello stato di tutti li conventi de’ Frati Cappuccini d’Italia”, compilata tra il 1703 e il 1716, che riconosce questo Convento come fra i più antichi della Provincia di Sant’Angelo.

Fondato, infatti, nel 1538, nel 1600, grazie al Signore Cesare San Felice, barone del luogo, fu rinnovato e accresciuto con 14 celle “dormitorij sollevati da terra”.

Posto in collina, in tempi recenti ristrutturato almeno in alcune sue parti, il Convento, bianco bianco, domina Rodi e il suo splendido paesaggio, con i lussureggianti giardini di agrumi, gli aristocratici “casini”, fino a giungere al mare, su cui l’orizzonte si apre a perdita d’occhio.

Sulla strada che da Rodi conduce al Convento, una cappella, stazione di sosta per i frati e i pellegrini, che da quando, nel 1867, il Convento fu soppresso, ha assunto vita autonoma e, tra alti e bassi, è tornata recentemente a nuovo splendore.

quadro-convento-cappucciniGiunti al Convento ci accoglie la chiesa, in cui sull’altare maggiore, grazie a Santa Picazio, presidente dell’Archeoclub d’Italia, sede di Foggia, è tornato a splendere, sia pure in una copia, il dipinto di grandi dimensioni che riproduce la Madonna circondata dagli Apostoli, sul capo dei quali discende lo Spirito Santo; in primo piano San Francesco, a cui l’ordine dei Cappuccini si richiama, e San Michele, che dà il nome alla Provincia monastica di Sant’Angelo, cui il Convento di Rodi appartiene.

Il dipinto è attribuito a Marco Mazzaroppi, nato a San Germano (Cassino) e vissuto tra il 1550 e il 1620. Dopo il restauro, eseguito dalla Sovrintendenza alle Belle Arti di Bari nel 1979, l’originale si trova presso il Convento dell’Immacolata dei P.P. Cappuccini di Foggia.

Resta ancora vuota la cimasa della mostra lignea dell’altare maggiore, dove una tela, ora nel Convento di Foggia, raffigurava l’Eterno Padre e l’Annunciazione, di ignoto pittore meridionale del secolo XVI.

Riferimenti all’Ordine Francescano trovano posto nella navata centrale, chiusa da una volta a botte, decorata da affreschi che, sia pure in stato di grave degrado, lasciano trasparire, attraverso i loro tenui colori, la profonda carica devozionale che mosse il pennello di chi li realizzò, quel Paolo Gamba, tra i più noti artisti molisani, vissuto tra il 1712 e il 1782, e che rappresentano i profeti Geremia, Daniele, Ezechiele e Isaia.

Al centro dei quattro profeti è stato realizzato un altro lavoro pittorico di grandi proporzioni, raffigurante l’Immacolata aureolata di stelle su fondo azzurro, che con i piedi schiaccia il dragone infernale.

assunta-convento-cappucciniNella volta del presbiterio è affrescata l’Assunta in una grande raggiera, ai lati Tobiolo e l’Angelo Custode. Al centro della volta che sosteneva il coro è affrescata la Pietà con colori molto carichi, di ignoto pittore.

La navata laterale è composta da tre piccole cappelle. La prima, accanto all’altare maggiore, dedicata all’Incoronata, custodiva la statua lignea a Lei dedicata, opera di artigiani locali del secolo XVIII, alta m 1,10, ora presso il Convento dell’Immacolata di Foggia. L’altare conserva nel paliotto l’effigie dell’Incoronata sulla Quercia.

La seconda cappella è dedicata a S. Antonio, raffigurato nel paliotto. Nelle due nicchie laterali trovavano forse posto S. Felice da Cantalice, primo Cappuccino ad essere proclamato santo, e San Rocco, data la raffigurazione a stucco dei due Santi realizzata anch’essa in rilievo nella parte inferiore dell’altare.

La terza cappella aveva nella nicchia una Croce. Essa doveva essere dedicata a San Francesco, se nel paliotto vi è lo stemma francescano.

All’ingresso della chiesa, a destra, una iscrizione, risalente al 1836, ricorda il medico trentaquattrenne Domenico Angelicchio, che, in occasione del colera che colpì Rodi in quell’anno, sacrificò la propria vita per aiutare i suoi concittadini.

La sagrestia adiacente al presbiterio presenta anch’essa una volta a botte affrescata con l’immagine di San Francesco che riceve le stimmate. Sempre in sagrestia, in fondo, su una parete laterale si scorgono gli affreschi dei volti di Santa Veronica Giuliani, dell’Addolorata e di Santa Chiara.

chiostro Convento CappucciniCaratteristico il chiostro, intorno al quale erano disposti il refettorio, il fuoco comune, la cucina, la falegnameria e l’officina. Al centro del chiostro vi è la cisterna verso cui erano fatte confluire le acque piovane, ricorrendo anche a un ingegnoso sistema di coppi incassati nei muri e incastrati l’uno nell’altro per convogliare le acque di scolo del tetto.

Nel chiostro si scorgono ancora, sia pure in un grave stato di degrado, delle lunette affrescate: due ci riconducono alla vita di San Francesco mentre riceve le stimmate e nell’abbraccio con San Domenico. La terza è difficilmente decifrabile.

Lungo una scalinata che portava al dormitorio è da notare il volto stilizzato di una Madonna, probabilmente una sinopia per un affresco mai eseguito.

Pietro Saggese

Le immagini sono tratte dall’album “Convento dei Cappuccini” della fanpage Facebook di Rodi Garganico online

3 commenti

  1. Antonio de Cristofaro

    Ci andavo circa 60 anni fa ( sono felicissimo che sia stato restaurato ) (Y)

  2. Libera Delle Fave

    la chiesa molto bella antica!!!!!!!

  3. Giuseppe Mastropaolo

    Infatti.Cmp.restaurata e tutta una cosa.Questa chiesa e molto antica.

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