Accorpamenti, tagli, trasformazioni. Ecco cosa succederà in Capitanata

Lo scenario che viene fuori dai numerosi tavoli di lavoro, finalizzati alla definizione degli accorpamenti scolastici, non è drammatico. Nell’ultima conferenza di servizio dell’ 11 novembre è emersa la volontà della Provincia di rispettare, se possibile, la volontà dei sindaci, oltre alla determinazione a confermare tutti i plessi con meno di 50 alunni, sfruttando l’emendamento di modifica al piano programmatico proposto dal Senato. Cominciamo, ricordando che agli istituti comprensivi che si trovano in comuni montani bastano 300 alunni per avere la deroga. Che i circoli didattici (da 500 a 900 alunni) includono materne e primarie, mentre gli istituti comprensivi includono materne, primarie e medie. E che il comma 7 del DPR 233/98 riguarda le difficoltà viarie.
Subappennino nord. Accadia viene accorpata a Monteleone, con disaccordo di Accadia. E Sant’Agata ad Anzano. Riguardo a Biccari, Alberona e Roseto non ci sono difficoltà in quanto comuni montani con istituti comprensivi.
Il plesso di Celenza, Carlantino, San Marco La Catola e Carpino sono a posto con i numeri, quindi restano come sono, anche perché comuni montani. Carpino non subisce variazioni.
La città di Cerignola ha proposto una delibera che vede la scuola media Paolillo trasformata in istituto comprensivo, in quanto aggrega un plesso di scuola elementare del Circolo didattico Carducci, arrivando così ad un totale di 571 alunni. Tra le proposte del Comune di Cerignola, anche la scuola media don Bosco, che si trasforma in istituto comprensivo prendendo un plesso dalla scuola dell’infanzia del circolo didattico Terminillo e tutto Borgo Tre Santi, arrivando ad una popolazione complessiva di 633 alunni.
A Deliceto si richiede una deroga per mantenere l’autonomia perché comune parzialmente montano con 462 alunni, quindi di poco inferiore al numero richiesto. Su Foggia il Comune ha fatto delle proposte. Ordona perderebbe l’autonomia con i suoi 341 alunni circa (nonostante il parere del tutto contrario del primo cittadino) e verrebbe accorpata a Foggia. Per la precisione la media di Ordona alla Zingarelli e la elementare alla De Santis.


Ancora Foggia. Erano 5 le scuole che non avevano i numeri a posto. La Gabelli, primaria, con i suoi 475 alunni, situata in una zona a forte disagio sociale, che ha la possibi1ità di incamerare dei plessi e quindi di salvarsi. La Ugo Foscolo, media, che si salva. La De Santis e la Zingarelli, medie, che grazie all’accorpamento con Ordona mantengono l’autonomia. E la Moscati, media, l’unica costretta a chiudere.
Ischitella si salva.
A Lucera perde l’autonomia la media Fasani, con i suoi 200 alunni. Qui le proposte sono 2. La prima arriva dal commissario prefettizio, ed è quella di aggregare la Fasani al circolo didattico Bozzini, situato in zona 167, facendolo diventare così istituto comprensivo e chiudendo la sede esistente. La seconda è di palazzo Dogana, e prevede di aggregare la Fasani al convitto in cui oggi già risiede, evitando di pagare l’affitto e di cambiare le abitudini delle famiglie.
A Manfredonia il Comune propone la revoca dell’autonomia scolastica alle scuole medie Mozzillo e Ungaretti, che chiuderebbero, e la fusione in una sola media di 487 iscritti. Oltre al mantenimento dell’autonomia dell’istituto comprensivo don Milani, che ha 381 alunni. La Provincia ha preso atto della proposta, pur rilevando che il don Milani non hai numeri.
Margherita di Savoia ha una scuola sottodimensionata, quindi la Provincia propone di trasferire la media in istituto comprensivo con l’aggregazione di un plesso di elementare che è sovradimensionato.
Monte Sant’Angelo chiede di unificare i 2 istituti comprensivi in una sola scuola, perdendo così un’autonomia.
Ad Orsara il Comune, nonostante l’istituto comprensivo abbia 233 alunni e il suo non sia un comune montano, insiste nel dire che vuole l’autonomia. Anzi, chiede di disaggregare Panni da Bovino (che ovviamente non sono d’accordo) così da prendere tutta Panni e garantire la sua autonomia. La Provincia, qui, ha proposto che Orsara venga aggregata alla media di Troia, che diventerebbe così istituto comprensivo.
A Pietra Monte Corvino, la Provincia, pur avendo la scuola 270 alunni, propone il mantenimento dell’autonomia, sia perché Comune montano, sia facendo appello al comma 7. Nella stessa situazione Rignano garganico, comune montano ed istituto comprensivo, i cui numeri sono molto vicini agli indici richiesti.Volturino conisuoi 29 i alunni è anche lei vicina agli indici numerici, quindi certo avrà l’autonomia. Volturara, a sua volta, vede scongiurata la chiusura perché plesso con meno di 50 alunni A San Giovanni Rotondo il Comune propone di trasformare 2 circoli didattici e 2 istituti comprensivi. A San Nicandro si propone un circolo didattico con 1005 alunni e una scuola media con 510 alunni, perdendo così una scuola. La Provincia ha fatto rilevare che San Nicandro poteva usufruire delle deroghe, in quanto comunità montana. A San Severo sono due le scuole medie sottodimensionate ed il Comune propone di mantenerle entrambe con una ridistribuzione degli alunni fra tutte le medie esistenti. La Provincia ha preso presenza di circoli didattici sovradimensionati, avrebbero potuto prendersi qualche plesso, senza obbligare gli studenti a cambiare scuola. La scuola elementare di Vico ha 425 alunni e non è comune montano. Ugualmente il Comune chiede il mantenimento dell’autonomia.
Infine a Zapponeta gli alunni sono 487 e la Provincia chiede il mantenimento dell’autonomia, sia perché ne mancano solo 3 sia perché sono in continuo aumento. Qualche informazione anche sulle scuole superiori.
A Cerignola la Provincia propone il mantenimento dell’autonomia dell’Istituto d’arte che ha 39l alunni per la specificità del suo indirizzo Cosi come per i istituto tecnico agrario Pavoncelli.
A Manfredonia l’Aldo Moro la chiede per i suoi 499 alunni, mentre a Lucera sono 2 gli istituti sottodimensionati, il Marrone (370 alunni) e il Rosmini (413), anche qui per la specificità dell’insegnamento si chiede l’autonomia, appellandosi al comma 8. Stesso dicasi per l’istituto d’arte foggiano (340 alunni).
Ancora Foggia. Per il Rosati ci sono 2 ipotesi: aggregarlo al Pascal o dividerlo in due; metà al Notarangelo e metà al Pascal.
A San Giovanni Rotondo l’Amaduzzi chiude e viene aggregato all’Itis Dimaggio. Mentre a Margherita si crea un nuovo istituto 2 autonomo dallo sdoppiamento dell’unico istituto attualmente esistente, che è sovradimensionato (1700 alunni).
A San Severo si chiede il mantenimento dell’Agrario, ancora per la specificità del suo indirizzo. Mentre a Peschici non cambia nulla. Come Vieste.
Abbiamo finito. Non ci resta che rilevare che aveva ragione il provveditore Giuseppe De Sabato, nelle sue intuizioni espresse in un Forum al nostro giornale. Ora tocca solo attendere le decisioni di via Capruzzi.

Modesta Raimondi
L’Attacco

1 Commento

  1. Giuseppe Bruno 1992

    A Rodi, dunque, nessuna variazione?

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