Rifiuti: Vieste chiede che alcuni Comuni conferiscano altrove

Era stata chiara Ersilia Nobile, il sindaco di Vieste, nell’incontro dello scorso 30 gennaio a Foggia per la costituzione dell’Ato Fg1 per la gestione dei rifiuti. La discarica di Vieste che ospita i rifiuti di otto Comuni del bacino, sarà piena fra qualche mese, si disse allora, come già ribadito in una relazione consegnata in Regione. In quella riunione l’assessore regionale all’Ambiente Michele Losappio non volle che si parlasse di situazione emergenza. «Non usiamo parole inappropriate. — disse nell’occasione — Il Gargano non è in emergenza, è una situazione difficile che comporterà dei costi aggiuntivi ma di certo non troveremo le buste dell’immondizia nelle piazze di Vieste e Peschici». Come dire: il problema esiste, ma parlare di emergenza è esagerato. Bontà sua!
Da allora, dopo che al primo cittadino di Vieste era stata attribuita la presidenza dell’Ato, poco si è mosso nell’attivare meccanismi per sopperire all’imminente saturazione del sito di Vieste. Sannicandro, che si era candidata ad ospitare il nuovo sito complesso di trattamento, deve ancora provvedere alle valutazioni tecniche per una risposta definitiva che il sindaco di quel Comune ha voluto vincolare però all’assenso da parte dei suoi concittadini.
Come dire: ci vorranno mesi se non anni prima di arrivare all’attivazione di un nuovo sito. E nel frattempo? Tutto come prima: a Vieste vengono a scaricare tutti.

Per cercare di smuovere le acque in questi giorni da Vieste è partita una missiva, indirizzata sia all’assessore regionale Losappio che al suo omologo provinciale Pasquale Pellegrino, oltre che al Prefetto, ed ai Comuni del bacino Fg1. Nella lettera, siglata dal sindaco Nobile e dall’assessore comunale al settore Antonio D’Errico, si fa riferimento proprio a quella riunione di fine gennaio a Foggia per ricordare che in quella sede «tra le diverse tematiche affrontate è stato ipotizzata anche una diversa distribuzione dei Comuni conferenti nella discarica di Vieste». Tradotto dal burocratese: alcuni Comuni potrebbero andare altrove a conferire i rifiuti.
Questa soluzione viene giustificata dall’«esiguità dei volumi residui ormai disponibili» nel sito di Vieste.
Questo “dirottamento” nel conferimento di rifiuti da parte di alcuni Comuni (per logica, quelli più vicini ad altre discariche) «permetterebbe di allungare di qualche mese la durata utile dell’impianto di Vieste, consentendo alla restante parte dei Comuni, i più disagiati (per la quantità di rifiuti, per la distanza, le strade, ecc.) di superare il periodo critico della stagione estiva».
Sulla questione, dopo la fine dell’era emergenziale governata dai commissari straordinari (prima Fitto e poi Vendola), ora il potere decisionale è passato alla Provincia.
Ma avere ora delle risposte, con le elezioni per il rinnovo del governo di Palazzo Dogana, sarà ben difficile. Bisognerà attenere l’insediamento della nuova amministrazione provinciale. Ovvero ancora un paio di mesi di attesa. Nel frattempo la discarica è sempre più satura ed lo spauracchio per Vieste di andare a conferire in siti distanti centinaia di chilometri, con costi che salirebbero alle stelle, sembra sempre più vicino.

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