Peschici: tenuti all’oscuro di tutto

A mente fredda, allo stupore s’aggiunge l’indignazione. Difficile farsi una ragione di quanto accaduto a proposito del mancato riconoscimento da parte dell’Unione europea dei danni avutisi a Peschici e Vieste in occasione di quella che resterà nella memoria collettiva come la giornata più tragica che si ricordi da secoli a questa parte. Un disastro che ha messo in ginocchio un’economia turistica che, a fatica, sta recuperando quanto perduto, e che ha segnato profondamente le coscienze per la morte di tre persone che, in pochi minuti, sono diventate altrettante torce umane. Peschici e Vieste rischiano, concretamente, di non poter accedere ai benefici previsti dall’Unione europea in caso di disastri ambientali, per una serie di circostanze che sembrano l’intreccio di un racconto immaginario in cui le ombre s’accavallano, tanto da rendere ancora più complesso capire da dove partire per tirar fuori il bandolo della matassa.

Il sindaco di Peschici, Francesco Tavaglione, prova a ricostruire quello che verosimilmente potrebbe essere stato l’iter procedurale che ha portato la richiesta di riconoscimento dei danni subiti a causa degli incendi e, quindi, alla possibilità di poter accedere ai fondi europei, partita da Roma, ma che, una volta sul tavolo del direttore generale della Commissione europea, è stata rispedita al mittente in quanto dichiarata “inaccettabile”. Che la Commissione europea avesse detto “no” al Compartimento nazionale della protezione civile, che aveva istruito la pratica di richiesta dei danni che, vogliamo ricordare, non riguardavano il solo territorio della Puglia, ma anche di altre otto regioni (Emilia Romagna, Marche, Abruzzo, Umbria, Molise, Basilicata, Calabria e Sicilia) lo si sapeva da dicembre scorso, precisamente dal giorno sette, e ciò – dice il sindaco Tavaglione – è ancora più incomprensibile se, nel frattempo, gli organi preposti abbiano lasciato cadere la cosa, come se non interessasse più a nessuno. Ma ancora più grave se lo stesso compartimento di protezione civile non abbia informato della questione lo stesso Governo regionale che, ricordiamo, ha trasmesso a Roma la relazione dettagliata dei danni subiti a seguito dei disastrosi incendi che hanno interessato buona parte del territorio regionale”.

Per avere dei punti di riferimento ben precisi, Tavaglione, oggi stesso, chiederà al presidente della giunta regionale, Nichi Vendola, se era stato informato della decisione della Commissione europea di non ammissibilità al fondo di solidarietà. Se così fosse, cioè se nessuna informazione non dovesse essere stata fatta alla presidenza regionale, Vendola dovrebbe avviare, insieme ai Comuni, un’azione contro Dipartimento della protezione civile e lo stesso Governo, per chiedere il risarcimento dei danni subiti, per quella che, in assenza di chiarimenti che, a questo momento non ci sono, potrebbe configurarsi, quantomeno una grave negligenza da parte degli Organi di Governo nazionale, se non qualcosa di molto più grave, nel caso che fosse appurato che i funzionari del Dipartimento di protezione civile non erano a conoscenza che il regolamento comunitario prevede che possono accedere al fondo di solidarietà, soltanto quegli eventi verificatisi entro la decima settimana dalla data del primo evento comunicato alla Commissione europea”.

Il sindaco Tavaglione torna, infatti, ancora a chiedersi come mai sia stata comunicata dal Dipartimento della Protezione civile la data del 10 giugno, come primo incendio verificatosi a Peschici, ma di cui non si conoscono neppure i termini riportati nella relazione: cioè, località, proprietari, entità dei danni. Come dire: ancora mistero su misteri. Da parte sua il presidente della Regione, Nichi Vendola, rassicura che il suo Ufficio ha le “tutte le carte in regola”. Ce lo auguriamo – ribatte a tale proposito il sindaco di Peschici – solo che vorremmo, non per una questione di sfiducia, poterne vederle per conoscerne il contenuto. Diversamente, i dubbi che anche in via Capruzzi qualcosa non sia andata per il verso giusto restano e diventano ancora più pesanti. Intanto, gli operatori turistici di Peschici si dicono non poco preoccupati, anche per le conseguenze che potrebbero esserci, di qui a qualche mese, con l’arrivo dei primi turisti. Il quadro che si presenta non è dei più gratificanti, sia perchè di contributi ce ne sono stati pochi, al di là delle promesse fatte all’in – domani del 24 luglio. Del milione di euro assicurati dalla Regione per gli interventi più urgenti, ne sono arrivati appena un quinto; non solo, ma sono stati assorbiti per ripristinare quella parte di viabilità interna danneggiata a seguito delle alluvioni autunnali, conseguenza – precisa Tavaglione – della mancata pulizia e ripristino della vegetazione nelle zone pinetate andate in fumo. Tra disappunto e rabbia c’è anche chi, come Stefano Pupillo, operatore e amministratore comunale, con una buona dose d’ot – timismo, assicura che Peschici saprà recuperare perchè – dice – “Siamo garganici, cioè testa dura, ma anche dalle grandi risorse umane, e non solo”.

Articolo a firma Francesco Mastropaolo tratto da “LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO” edizione del 11/02/2008

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