Esumazione San Pio, decide il tribunale

Il giudice dopo l’udienza tenuta il 6 marzo scorso per sentire le parti, si è riservato di decidere se accettare o no il ricorso presentato contro la decisione del vescovo di San Giovanni Rotondo.
E’ attesa per oggi la decisione del giudice del Tribunale civile di Foggia Giuseppe Piacentino sul ricorso dell’Associazione pro Padre Pio, presieduta dall’avvocato torinese Francesco Traversi, che vuole che il corpo del santo, a San Giovanni Rotondo, torni immediatamente nella cripta dalla quale è stato esumato il 25 febbraio scorso, senza che venga esposto ai fedeli. L’esposizione in una teca di vetro è prevista, dopo un trattamento di conservazione del corpo, a partire dal prossimo 24 aprile, quando è fissata una solenne celebrazione che sarà presieduta dal prefetto della congregazione dei santi, card. Josè Saraiva Martins.
Il giudice Giuseppe Piacentino, dopo l’udienza tenuta il 6 marzo scorso per sentire le parti, si è riservato di decidere se accettare o no il ricorso presentato contro la decisione del vescovo di San Giovanni Rotondo, Manfredonia e Vieste, mons. Domenico D’Ambrosio, di esumare il corpo e di esporlo alla venerazione dei fedeli.
Per l’avv. Franco Lozupone, legale del vescovo, la questione dovrebbe piuttosto essere affrontata da un tribunale ecclesiastico e non dal tribunale civile.
Sulla questione, l’associazione di Traversi ha presentato anche una denuncia penale per violazione di sepolcro, vilipendio di cadavere ed altri reati riguardanti atti sacrileghi. In conseguenza della denuncia, il nome del vescovo di Manfredonia, mons. Domenico D’Ambrosio, è stato iscritto nel registro degli indagati dalla procura della Repubblica presso il tribunale di Foggia che, confermando l’iscrizione, sottolineò che si trattava di un “atto dovuto” per l’esistenza della denuncia.

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