Esumazione S. Pio: lettera a Papa Benedetto XVI

L’Associazione Padre Pio L’uomo della sofferenza, che si oppone alla riesumazione del corpo del santo, ha scritto una lettera al Papa. «Santo padre, ci siamo rivolti a Voi più volte e abbiamo chiesto la Vostra parola – si legge nella missiva – ma la Vostra parola non ci è mai giunta, forse si è persa per strada. Abbiamo confidato in Voi e Voi avete violato le nostre anime consentendo a monsignor D’Ambrosio di compiere atti sacrileghi sulle spoglie del Corpo Santo di Padre Pio». La lettera prosegue: «Monsignor D’Ambrosio, poiché egli, come ogni cittadino italiano, è soggetto alla legge, dovrà rispondere per le sue azioni sacrileghe compiute, unitamente ai frati, dei reati di violazione di sepolcro (art. 407 C.p.) e di atti sacrileghi (art. 410 C. p.). Santo Padre, non volevamo proporre alcuna azione giudiziaria nei confronti di monsignor D’Ambrosio, ma questi, unitamente ai frati, con grande disprezzo, ha scientemente ignorato il lamento di milioni di Amici di Padre Pio, dono di Dio per l’umanità». Secondo l’associazione di cui è presidente l’avv. Francesco Traversi «Padre Pio non potrà mai essere distrutto né da monsignor D’Ambrosio né dai frati, né da Vostra Santità che si è rifiutato di dare ascolto alla nostra sofferenza». La lettera, conclude Traversi, ha in allegato quelle che vengono definite «alcune voci di sofferenza». La missiva si chiude con uan domanda: «Santo Padre, quando ascolterà il lamento che giunge dal cielo?».

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