Ecomostro, sentenza di condanna dei responsabili

Soddisfazione è stata espressa dal wwf di Foggia dopo la sentenza di condanna emessa dalTribunale di Lucera nei confronti dei responsabili della realizzazione di un ecomostro a Rodi Garganico, costruito in piena zona franosa. Si tratta di un edificio edificato a grezzo dalla società Roccamare nel versante nord del paese, in zona ad alto valore paesaggistico e panoramico, a meno di 50 metri di distanza dal mare, già sottoposto dal 2002 a sequestro giudiziario preventivo. Pesanti le condanne inflitte. Il progettista Fernando Inglese, ex assessore all’urbanistica del Comune garganico, condannato a 4 anni di reclusione con interdizione dai pubblici uffici per cinque anni e dalla professione per la stessa durata della pena. L’amministratore della società che ha realizzato l’opera abusiva e il proprietario del suolo, condannati a 3 anni di reclusione. Il Tribunale ha disposto anche il risarcimento del danno a favore delle parti civili e il pagamento delle spese. “Ma l’aspetto più rilevante per la salvaguardia ambientale – ha evidenziato Wwf- è che il Tribunale ha ordinato la confisca del manufatto ai fini della demolizione per opera della pubblica amministrazione. Oltre ai danni d’altra natura rivendicati dai privati, fin dal 2003 era stata ammessa anche la costituzione di parte civile del WWF, patrocinato dall’avvocato Angelo P. Masucci di San Severo, per il danno conseguente al grave impatto paesaggistico della costruzione. È una sentenza che conferma la perizia dell’architetto Filiberto Lembo, professore presso l’Università di Basilicata e presso il Politecnico di Bari, consulente tecnico nominato dal Tribunale di Lucera, che prova la totale illegittimità della costruzione e della relativa concessione edilizia rilasciata dal comune di Rodi. L’edificio, infatti, risulta essere all’interno della zona G1 di salvaguardia della costa e per questo caratterizzata da assoluta inedificabilità.

La costruzione rappresenta inoltre un pericolo per la pubblica incolumità perché sorge in zona, sottoposta a vincolo idrogeologico e paesaggistico, perimetrata, nel Programma di Fabbricazione di Rodi, come “Zona Franosa I”. La zona è stata in passato interessata da rilevanti movimenti franosi che hanno determinato lo sgombero di numerosi edifici e l’Autorità di Bacino della Puglia, con il Piano per l’Assetto Idrogeologico del 2004, ha compreso la zona nell’area classificata a “pericolosità di frana” molto elevata e a “rischio frana” molto elevato.

Per queste e altre illegittimità, WWF e Legambiente Puglia hanno fin dall’inizio sostenuto nel procedimento giudiziario i privati cittadini confinanti con la costruzione. Nel novembre 2006 hanno presentato alla Provincia di Foggia un’istanza per ottenere l’annullamento d’ufficio della Concessione edilizia rilasciata dal comune di Rodi così come prevede la legge per i provvedimenti comunali rilasciati in difformità degli strumenti urbanistici. Successivamente, nel novembre 2007, la Provincia di Foggia, più volte sollecitata, ha annullato la concessione edilizia. Per il WWF la prossima tappa è la piena attuazione della sentenza con la demolizione della costruzione e il ripristino dello stato dei luoghi.

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