Terminata la crisi idrica

La crisi idrica è finita nelle dighe della Basilicata e così la regione lucana e la vicina Puglia possono programmare le prossime stagioni accantonando per ora i piani di emergenza. Negli invasi lucani le scorte sono tornate a salire in maniera ingente grazie alle intense precipitazioni delle ultime settimane. Così i livelli di Montecotugno, la diga in terra battuta più grande d’Europa, si sono decuplicate rispetto allo scorso mese quando erano scese molto prossime ai livelli minimi. Stessa tendenza anche per le altre dighe. Anche se le quantità complessive sono ancora più basse rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e soprattutto a quelle di due anni fa, le scorte sono ora sufficienti per non ricorrere più alle restrizioni dell’erogazione dell’acqua potabile. Della crisi idrica ne hanno risentito soprattutto i campi agricoli questa estate, soprattutto nella fascia metapontina. A tal riguardo le necessarie soluzioni sono di carattere strutturale, ovvero il potenziamento di adduttori, di schemi idrici e di potabilizzatori (già finanziati dal Cipe per il Bradano ed il Basento in Basilicata) e la sistemazione degli acquedotti rurali che perdono acqua perchè non più adeguate.

Con le dighe quasi a secco, il deficit molto vistoso che si è registrato negli invasi della Basilicata inizia a diventare un brutto ricordo. Queste le riserve al 20 dicembre: in particolare Montecotugno raccoglie 58.952.000 metri cubi di acqua, un trend di crescita notevole se si pensa che un mese fa erano appena 6 milioni. Rispetto all’anno scorso il deficit è ancora di 72 milioni, destinato però a ridursi con questi livelli di crescita. Queste le portate nelle altre dighe: Pertusillo, 57,09 mln mc (+ 19 rispetto al 20 dicembre 2007); Camastra, 22,1 (+ 11), Basentello, 19,97 mln mc (+ 1), San Giuliano 60,9 mln mc (+ 14), Gannano svuotato. La ripresa porta benefici inevitabilmente anche in Puglia: le due regioni sono intimamente legate perchè esiste un accordo di programma quadro sottoscritto nel 1999 che disciplina i loro rapporti in materia idrica. La Basilicata, in particolare, è il principale fornitore di acqua per la vicina regione che, non avendo corsi d’acqua significativi, è in debito di risorsa. La Puglia, a sua volta, compensa le forniture lucane pagando un prezzo all’ingrosso per l’acqua. Il rapporto si è ulteriormente stretto con l’ingresso della Puglia in Acqua spa, società per il servizio idrico integrato interamente pubblica che è destinata a sostituire l’Eipli (Ente irrigazione per la Puglia, la Lucania e l’Irpinia), ente soppresso dalla Legge Finanziaria. Tirando le somme, a soffrire quest’anno è stata soprattutto l’agricoltura. Proprio i guasti nelle condotte destinate ai campi e lo stillicidio di acqua che non arriva a destinazione sono il vero problema perchè di fatto creano gravi deficit nell’approvvigionamento.

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