Scuola: 150 pullman dalla Puglia a Roma

«Non finisce qui»: lo ha promesso oggi l’opposizione al Governo dopo il prevedibile sì del Senato al decreto Gelmini e lo griderà forte domani il mondo della scuola che, rispondendo all’appello dei sindacati di categoria, arriverà a Roma da tutta Italia per manifestare contro le politiche dell’istruzione del governo Berlusconi, in concomitanza con lo sciopero generale della scuola. Aule semideserte e piazze piene, non solo a Roma – è l’auspicio dei promotori dell’iniziativa.

«Ci aspettiamo – afferma alla vigilia dell’appuntamento romano il segretario generale della Flc-Cgil, Mimmo Pantaleo – una grande partecipazione e che la piazza ribadisca non solo la volontà di opporsi alle politiche di questo Esecutivo, ma anche che venga rilanciata un’idea alternativa di istruzione che sia fatta di qualità e che assicuri a tutti il diritto di apprendere». «L’iniziativa indetta, tutta sindacale – aggiunge il leader della Uil scuola, Massimo Di Menna – deve convincere il governo ad aprire un confronto per affrontare le due questioni centrali: le basse retribuzioni e un piano concordato che punti alla qualità e all’innovazione nella scuola pubblica, anziché a tagli indiscriminati».

L’imponente macchina organizzativa del sindacato si è messa in moto da giorni. Circa un migliaio di pullman partiranno dalle varie zone d’Italia per portare a Roma i manifestanti – 200 dalla Toscana li ha organizzati la sola Cgil, 150 dalla Campania e 150 dalla Puglia la Uil che ha chiesto alla questura il ‘permesso’ per 700 autobus (35.000 persone).
Almeno 7 treni speciali sono già stati previsti (oltre a navi dalla Sardegna) e altri viaggi collettivi sono stati organizzati dalle singole scuole, dalle Camere del Lavoro, per non contare le partenze ‘fai da tè. Maxischermi per seguire l’evento romano saranno allestiti a Milano, Modena, Torino e, in diverse città, sfilate di lavoratori e studenti faranno da corollario al corteo romano che partirà da piazza della repubblica per approdare a piazza del Popolo, location scelta per i comizi finali.

Il sito della Flc-Cgil offrirà un filo diretto con la piazza via web e 19 radio universitarie daranno vita a una diretta a reti unificate.

Al corteo è prevista la partecipazione di tanti politici, compresi il governatore della regione Puglia Nichi Vendola, Veltroni, Ferrero, Di Pietro; sul palco prenderanno la parola i segretari generali dei cinque sindacati di categoria promotori dell’adunata. Chiuderà il leader della Cgil, Guglielmo Epifani.

I contenuti del decreto sono ormai stranoti come è stranoto che a preoccupare è soprattutto il ritorno al maestro unico e lo svuotamento del tempo pieno. Un’ipotesi, quest’ultima, non scongiurata dalle rassicurazioni arrivate dal Premier dopo l’ok del Senato: «ci sarà il 50% di classi in più che potranno fare il doposcuola».

Ed è proprio un doposcuola di tipo ricreativo, ben lontano dal tempo pieno didattico, che spaventa l’opposizione. Sfileranno per respingere ipotesi come questa i tanti genitori che hanno deciso di partecipare alla manifestazione. Il corteo sarà aperto da un furgone – sul pianale altoparlanti che alterneranno musica a slogan – e da uno striscione unitario «Uniti per la scuola di tutti». In prima linea sindacalisti, autorità, rappresentanti degli enti locali sindaci dei piccoli comuni (quelli a rischio accorpamento scuole) e gonfaloni. Lo spezzone studentesco, stando agli accordi, dovrebbe rimanere in coda al corteo, con uno striscione unitario che dovrebbe spazzar via, almeno alla vista, le contrapposizioni tra schieramenti di destra e sinistra che sono degenerate anche stamani, davanti al Senato, in scontri fisici. A loro si uniranno anche gli universitari che partiranno da La Sapienza.

Hanno aderito alla manifestazione anche diversi rappresentanti della società civile, da Cittadinanzattiva al «cartello» di 19 associazioni, tra le quali Arci e Acli, che nei giorni scorsi si sono schierate apertamente con il mondo della scuola. In testa al corteo, sfidando le prevedibili accuse di strumentalizzazione che arriveranno dal centro-destra, dovrebbero esserci alcune scolaresche romane: bambini delle elementari, i principali destinatari delle novità introdotte. Per loro ci sarà una sorta di ludoteca itinerante. Bande musicali (anche di insegnanti di strumento musicale alle medie) contribuiranno alla colonna sonora della manifestazione che, come da copione, sarà visivamente condita con palloncini, bandiere, cappellini. E – si spera – nessun disordine.

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