Prima di Natale più acqua dai rubinetti

«Ormai possiamo dire di aver superato la fase più critica dell’emergenza, e quasi certamente prima di Natale riusciremo a ridare alla Pugila un po’ dell’acqua che i recenti tagli hanno tolto».
L’assessore regionale ai Lavori pubblici, Onofrio Introna, può finalmente sorridere: la crisi non è finita perché il livello degli invasi è ancora basso rispetto al periodo, tuttavia si può essere leggermente più ottimisti. Ma solo leggermente, perché se non piove a sufficienza il problema si ripresenterà in primavera. Proprio per questo, ieri, Introna ha convocato a Bari una riunione con Acquedotto, Autorità d’ambito, Autorità di bacino e Anci (i Comuni). Sul tavolo l’assessore ha messo la mappa, predisposta dall’Aqp, dei siti idonei a ospitare un impianto di dissalazione. «La scelta – ha spiegato l’assessore – è stata fatta, per la prima volta sulla base dei vincoli ambientali e del sistema di distribuzione idrica. Da qui possiamo partire per condividere la scelta con i Comuni».

Con questo metodo Introna spera di evitare che le amministrazioni alzino barricate sugli impianti, cosa che ha fatto (e sta facendo) Manduria. «Ma quello del Chidro – ha spiegato Vito Colucci, direttore dell’Ato – è un sito strategico, al quale la Puglia non può rinunciare». L’unico altro sito «sicuro» è Bari: il dissalatore sorgerebbe tra Fesca e Palese, per avviare l’iter serve una delibera di consiglio comunale che recepisca l’accordo. Per il resto, la Regione punta a realizzare altri 2-3 impianti di grossa taglia (500 litri/secondo) e altrettanti più piccoli. L’Anci ha recepito la mappa dei siti con qualche malumore: «Ci aspettavamo di essere consultati prima – ha detto il vicepresidente Fabiano Amati – e non a cose fatte». L’Ato, con Colucci, ha fatto notare che con «due metri cubi al secondo di acqua prodotta dai dissalatori si garantirà sicurezza al sistema anche in caso di afflusso zero dagli invasi», ma ha invitato «a dare priorità all’utilizzo dell’acqua salmastra perché i costi di esercizio sono più bassi anche del 40%».

Un sì convinto alla dissalazione è arrivato anche da Aqp, rappresentato dal dg Massimiliano Bianco che ha colto l’occasione per ricordare i progressi fatti con l’attività di ricerca perdit e. «Sui dissalatori dobbiamo muoverci subito per evitare problemi la prossima estate», ha detto Introna. Ma è chiaro che ai cittadini interessi soprattutto la situazione contingente: i tagli di prelievo dal Sinni, giunti a quasi 2.000 litri al secondo, stanno infatti creando difficoltà a chi vive ai piani alti e non ha l’autoclave. «In questo momento – ha detto Antonio Di Santo, presidente dell’Autorità di bacino – la portata idrica è quasi uguale a quella dello scorso anno. Ai tagli dal Sinni si contrappongono gli ulteriori 1.400 litri/secondo che stiamo prelevando dalle sorgenti irpine di Caposele. Tra qualche giorno sarà operativo il bypass di Bernalda, che immetterà nel Sinni altri 2-300 litri dalla diga di San Giuliano. Gli altri 300 litri/secondo che mancano potranno quasi certamente essere prelevati da Monte Cotugno, già prima delle feste di Natale». E per il momento, il peggio è passato.

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