Padre Pio, tomba riaperta dopo 40 anni

Il corpo di Padre Pio è stato «esumato» ieri notte in vista della «ricognizione canonica» che sarà effettuata i prossimi giorni per essere poi «esposto» alla venerazione dei fedeli «per alcuni mesi» in una teca di vetro, a partire dal 24 aprile: l’apertura della tomba è avvenuta tra le 22 e le 23 perché — motivazione simbolica — a quell’ora era stata chiusa il 27 settembre del 1968, quattro giorni dopo la morte del santo cappuccino; ma anche — finalità pratica — per evitare la ressa dei curiosi e di eventuali contestatori. L’annuncio ufficiale all’una di notte davanti a duecento fedeli. Lo ha dato Domenico D’Ambrosio, arcivescovo di Manfredonia, San Giovanni Rotondo e Vieste: «Sin dall’inizio si vedeva chiaramente la barba. La parte superiore del teschio è in parte scheletrita, il mento è perfetto, il resto del corpo è conservato bene. Si vedono benissimo il ginocchio, le mani, i mezzi guanti, le unghie. Se padre Pio mi permette, è come se fosse passato un manicure. Le stimmate non si vedono». Si è chiusa così una giornata segnata anche da qualche polemica, poiché vi sono dei devoti — pochi ma rumorosi — che si oppongono all’esumazione considerandola una «profanazione». Proprio ieri pomeriggio l’associazione torinese «Pro Padre Pio» aveva presentato alla questura di Torino una «istanza di sequestro » della cripta della vecchia chiesa di Santa Maria delle Grazie, nella quale si trova la tomba del santo, al fine di bloccare l’atto di esumazione. Gli aderenti all’associazione torinese oltre a considerare irrispettosa l’esumazione temono che essa costituisca soltanto un «primo passo» in vista del trasferimento nel nuovo santuario costruito su progetto di Renzo Piano.

Ma il progetto del trasferimento è stato più volte smentito dai frati cappuccini di San Giovanni Rotondo e dall’arcivescovo. Il quale, durante una trasmissione televisiva, ha detto che le spoglie di San Pio da Pietrelcina saranno «esposte alla venerazione dei fedeli nel luogo dove è stato sepolto», ribadendo che «non ci sarà nessuna traslazione del corpo nella nuova chiesa». L’apertura della tomba è avvenuta dopo un atto di preghiera presieduto dallo stesso arcivescovo D’Ambrosio e al quale partecipavano i padri cappuccini che custodiscono il santuario e il personale tecnico e medico che procederà alla «ricognizione». «È conservato benissimo — ha detto don Giovanni Ercolino, della parrocchia di Sant’Onofrio di San Giovanni Rotondo — Ha ancora i capelli e la barba». Nonostante la precauzione presa dall’arcivescovo di tenere riservata la notizia — vincolando con giuramento il personale del santuario — nel pomeriggio di ieri si era diffusa la voce sull’imminenza dell’esumazione e una folla di devoti si è riunita spontaneamente sul piazzale davanti alla vecchia chiesa. L’iniziativa dell’esumazione e della «ricognizione canonica » — autorizzata dalla Congregazione vaticana per le cause dei santi — era stata annunciata dall’arcivescovo il 6 gennaio scorso e rientra nel programma dei festeggiamenti per i 40 anni dalla morte di Padre Pio (1968) e per i 90 anni delle stimmate (1918).

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