Padre Pio e la sua riesumazione

Si è riaperta la tomba del Santo Pugliese, di San Giovanni Rotondo: la salma è quasi intatta e non c’è tracce di stigmate, perché scomparse dopo la morte.
E’ tutto come doveva essere: un Santo cattolico non si può corrompere come un qualsiasi mortale, deve restare a disposizione dei fedeli, dimostrando che Dio, pure per le sue spoglie mortali, lo tratta in modo diverso.
Padre Pio è un Santo scomodo e un po’ lontano dalla mia concezione della religione, tutta pratica e rivolta al sociale: il misticismo di chi lotta contro il Diavolo, che ha le stigmate e fa miracoli, come nel Medioevo, non rientrava nella mia concezione di una fede tutta legata alla razionalità aristotelica, a un Dio inizio e fine, con tutti i suoi concatenarsi di eventi sensati.
Questa mia fede tutta di testa contrastava con quella del Santo cappuccino: scusatemi se vi annoio con queste mie opinioni personali, ma questa mia posizione era comune a molti credenti, praticanti o quasi fedeli.
Questo monaco che “puzzava” di giaculatorie e di stranezze miracolose mi è sempre stato un po’ incomprensibile, simile a certi racconti popolari, fiabeschi.
Io ero qui e il Santo era per persone non colte, del popolo: gente brava e buona, ma nulla più.
Invece Padre Pio mi è diventato simpatico quando è stato attaccato dalla stampa nazionale e dal solito storico (così si è presentato ai lettori).
L’acido formico doveva essere la causa delle stigmate, secondo costui e io, da buon presuntuoso, ho riso: solo un pazzo poteva soffrire per 40, 50 anni con l’acido sulle mani e sui i piedi, per provocarsi delle piaghe che avrebbe potuto scalfire, sempre volontariamente, con un semplice chiodo.
Se padre Pio era un truffatore era stato molto stupido: torturarsi in quel modo era veramente assurdo.
Anni fa mi scottai con dell’acido, il bruciore fu terribile e continuò per molte ore: era solo una goccia di acido solforico.
Povero padre Pio e poveri medici del tempo: non si erano accorti delle lesioni, tipiche dell’acido, sulle mani.
A proposito le ustioni da acido lasciano delle grosse e alte cicatrici.
A quel punto il Santo mi è diventato simpatico: era l’ultima vittima del laicismo duro e puro, che attaccava i presunti imbrogli della Chiesa, scordandosi che padre Pio era stato combattuto in vita dalla Chiesa ufficiale.
Padre Agostino Gemelli, fondatore dell’Università cattolica, lo contrastò in tutti i modi, perché non credeva nel fraticello.
Padre Pio mi è sempre distante, ma di un fatto sono convinto, anzi, ne sono certo: era un uomo onesto e non ha mai truffato nessuno.

Arduino Rossi

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