Il reddito degli italiani è online. E la privacy?

Basta segreti su quanto si guadagna. Da ieri sono online sul sito dell’Agenzia delle entrate, tutti i dati relativi alle dichiarazioni dei redditi degli italiani presentate nel 2005. In altre parole basta andare sul sito www.agenziaentrate.gov.it, ed è possibile conoscere il reddito di ciascuno: dal vicino di casa, allo zio, passando per il maestro dell’asilo. «È tutto regolare – ha detto Massimo Romano, direttore dell’Agenzia delle entrate – è un normale adempimento di legge».

Gli elenchi sono in ordine alfabetica e suddivisi in base al comune di appartenenza. Sono formati sulla base del domicilio fiscale e riguardano le dichiarazioni presentate da persone fisiche, società, associazioni tra artisti e dagli enti non commerciali. Tutte le informazioni sono desunte dall’Anagrafe Tributaria e oltre al reddito è possibile sapere per ognuno l’età, il volume d’affari, cioè l’IVA, e il modello con cui la dichiarazione dei redditi è stata presentata: Cud, 730 o Unicopf. Il provvedimento sovrintende a un’esigenza di trasaprenza tra Agenzia delle entrate, Comuni e cittadini.

Quindi basta con le bugie. Da ieri le autocertificazioni false potranno essere subito smentite. Basterà andare sul web e fare un semplice click.

Sembra una bufala ma è tutto vero!

E la privacy?

Siamo andati a rileggere il provvedimento del 18 ottobre 2007 del Garante, l’ultimo in materia del trattamento di questo tipo di dati personali: “L’Agenzia ha deciso di inserire negli elenchi i nominativi dei contribuenti con la sola indicazione della categoria prevalente di reddito, e l’attività, eventualmente esercitata, senza riportare (come invece era avvenuto per i periodi di imposta precedenti) anche i redditi dichiarati». Per Vittorio Riccioni, responsabile della comunicazione dell’Agenzia delle entrate, «è un normale adempimento della comunicazione tra comuni e Agenzia. Rientra nella normale pubblicazione dei singoli uffici comunali. Un po’ come avviene con i dati del catasto». Resta però un dubbio: perchè il provvedimento del Garante cita solo la classe di reddito e non il reddito denunciato e pubblicato dal sito delle Entrate?

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