ASL FG secondo rosso in tutta la Regione

Arriva il documento. A fare chiarezza sui debiti accumulati dalla Regione Puglia, in fatto di sanità, arriva la carta che canta. Stando alla determina generale n. 302 del 10 ottobre 2008, le cose stanno così: l’Asl Bari perde 113 milioni, l’Asl Foggia 87,6, l’Asl Taranto 78,5, quindi l’Asl Lecce 62,5 e infine l’Asl Brindisi 3l,9 e l’Asl Bat 7,8. Come visto L’Asl Foggia sconterebbe la seconda perdita assoluta, a conferma di un dato ormai cronico su cui pesano i servizi, l’accorpamento delle tre aziende preesistenti e quindi, ma solo in parte molto ridotta rispetto al passato, la spesa farmaceutica. Per quanto riguarda gli ospedali, il Policlinico di Bari detiene da sempre lo storico record di 82,7 milioni di euro di perdite, quindi vengono gli Ospedali riuniti di Foggia con 22,4 e poi l’Oncologico di Bari con 9,5 e infine il De Bellis con 5,1. Anche qui la situazione appare drammatica, specie per il Policlinico di Bari che ormai appare oltre la soglia della gestione corrente. Il passivo accantonato invece dagli Ospedali riuniti si spiega con l’aumento dei servizi e soprattutto con le spese sostenute per la ristrutturazione – pressoché integrale – dei suoi immobili.
Insomma da questa fotografia la Regione Puglia perderebbe circa 500 milioni di euro, mentre il “Piano della salute” e il relativo rientro dei debiti parlano di debito accertato non superiore ai 270 (la differenza sarebbe motivata grazie alla enorme iniezione di fiducia, di soldi ovviamente pubblici, che la Regione ha fatto poco tempo fa: oltre 200 milioni di euro).
Tuttavia la situazione dell’Asl Foggia resta in qualche modo un caso, per quanto se ne dica appare chiaro che il governo regionale si aspettava di più in termini di riduzione della spesa dell’azienda foggiana (che invece sarebbe aumentata, anche se va detto che l’Asl Foggia resta in credito di oltre 70 milioni). Da qui l’ipotesi che darebbe quasi per sicuro l’avvicendamento di Donato Troiano alla guida dell’ente, quindi il passaggio dal commissario al nuovo direttore. Sui tempi dell’eventuale cambio di guardia, nessuno però si sbilancia.

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