Si è costituito l’ATO del Gargano

Dopo un lungo e travagliato iter si è finalmente costituito l’Ato (l’Ambito territoriale ottimale) Fg 1 per la gestione del ciclo dei rifiuti sul Gargano. Buon ultimo in Puglia, l’Ato garganico ha visto la sua nascita giovedì scorso 30 ottobre a Manfredonia.
Dinanzi al notaio sono riusciti finalmente a riunirsi per la firma i sindaci dei 16 Comuni del bacino (Apricena, Cagnano Varano, Carpino, Chieuti, Ischitella, Isole Tremiti, Lesina, Peschici, Poggio Imperiale, Rodi Garganico, San Marco in Lamis, San Nicandro Garganico, San Paolo Civitate, Serracapriola, Vico del Gargano, Vieste).
Alla guida dell’Ato Fg 1 è stata designata Ersilia Nobile, sindaco di Vieste, come rappresentante della località che ospita l’unica (è ormai quasi esaurita) discarica di bacino. Gli altri quattro componenti del consiglio di amministrazione sono stati ripartiti in maniera paritaria fra centrodestra e centrosinistra.
Con una prima parte di risorse finanziarie già stanziate dalla precedente Amministrazione provinciale (Ente a cui la Regione Puglia ha delegato tutta la materia dei rifiuti) si dovranno mettere a punto gli aspetti logistico-organizzativi del Piano di gestione dei rifiuti urbani per coordinare il servizio nelle varie località. In particolare, vista l’ormai imminente chiusura del sito di Vieste, bisognerà individuare dove realizzare quei due impianti che la Regione aveva pianificato per questo comprensorio. Saltata la localizzazione su Vieste di uno dei due impianti definiti dalla Regione, resterebbe in ballo il secondo, quello di Lesina. Negli scorsi mesi Sannicandro Garganico (che sarebbe anche sede dell’Ato Fg 1) aveva avanzato una sua candidatura subordinandola però ad uno studio di impatto ambientale (per cui aveva anche ricevuto risorse dalla Provincia) ed all’assenso della popolazione di quel comune. Di questa disponibilità se ne è poi persa traccia.
Con il Piano di attuazione Provinciale, a sostegno delle autorità dei tre Ambiti territoriali ottimali di Capitanata, si sta procedendo intanto ad attuare l’acquisizione di immobili per l’effettivo insediamento delle autorità e l’acquisto di attrezzature tecnologiche ed informatiche per il funzionamento delle relative strutture; l’ampliamento del numero delle stazioni di stoccaggio dei beni durevoli dimessi e di rifiuti ingombranti da sommare alle stazioni già realizzate o in corso di completamento per favorire il conferimento, la raccolta e la separazione dei componenti, ed il trasferimento di beni durevoli dimessi e di rifiuti ingombranti; la redazione del Piano provinciale per la raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani.
Per ora si è fatto un primo passo, ma la strada è ancora lunga e lastricata… di rifiuti.

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