Rodi, aspettando il voto. Negli annali resterà la mancata candidatura di Katia Ricciarelli.

Sembra essersi fermato, a Rodi Garganico, il tempo scandito dall’orologio della politica.
Un lustro fa a scendere in campo per la conquista di Palazzo di città: Carmine D’Anelli, Nicola Pinto, Antonio Petrosino. In questa tornata elettorale ancora a confronto D’Anelli e Pinto, mentre Petrosino è rimasto al palo.
Sindaco uscente, Carmine D’Anelli che nel 2002 ebbe un largo suffragio, il numero dei consensi si fermò alla data del giorno della scoperta dell’America: 1492 i voti che vennero fuori dalle urne, dato che in percentuale si tradusse in un secco 58,74; Pinto mise insieme 1009, cioè il 39,73 per cento. Una differenza di 483 voti, i punti di percentuale 19,01. Petrosino raccolse appena 39 voti, corrispondenti all’1,53 per cento.
Nicola Pinto, con l’elezione di D’Anelli, concluse il suo lungo mandato amministrativo: ben tre legislature, Carmine D’Anelli non fu l’uomo nuovo della politica rodiana; esperienza amministrativa ne aveva già fatta con il sindaco dei sindaci, quel Teodoro Moretti troppo presto dimenticato dalla politica e dalla sua stessa Rodi. Ma questo appartiene alla storia del centro garganico, a quel lungo segmento politico-amministrativo di cui Moretti fu indisccusso protagonista nel panorama politico provinciale, fino ad occupare, a Palazzo Dogana, la carica più prestigiosa, quella di presidente.
Tornando a Pinto e D’Anelli, non c’è dubbio che entrambi si siano abbeverati alla fonte socialista morettiana, ma che era nell’ordine delle cose il fatto che le strade si sarebbero ben presto divise. Così è stato.
Cinque anni fa D’Anelli si presentò sotto l’ombrello della Casa delle libertà; Pinto optò per una lista civica, “Progetto: Rodi”.
Relegato all’opposizione, Pinto non si è fermato, infatti, è tuttora consigliere provinciale e da circa un anno presidente della Comunità montana del Gargano.
Le liste.
”Carmine D’Anelli sindaco” è la proposta elettorale del primo cittadino uscente. Una lista che vede insieme la Casa delle libertà al completo, Ds, “Verdi ” ed espressioni della sinistra e della società civile che non si riconoscono nella aggregazione della compagine di Nicola Pinto. Punto forte della campagna elettorale di D’Anelli: una sana amministrazione che ha caratterizzato i cinque anni di legislatura, ma soprattutto la realizzazione del porto che garantirà un “sicuro sviluppo e una crescita dell’attenzione verso questo centro del Gargano che, indiscutibilmente, ha i numeri giusti per confermare la sua leaderschip”.
”Rodi che vogliamo” con la ricandidatura di Nicola Pinto, è la lista che si contrappone a D’Anelli.
Comunque andrà il risultato elettorale, resterà negli annali delle cronache rodiane la mancata candidatura di Katia Ricciarelli, una disponibilità annunciata, ma che poi non è stata confermata.

(tratto da “La Gazzetta del Mezzogiorno”, edizione del 25.05.07)

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