Pinto resta in sella: a fine mese si deciderà il suo futuro. Movimentata seduta del Consiglio.

Movimentata riunione del Consiglio della Comunità montana del Gargano. Nulla di nuovo, in verità, infatti era prevedibile che la seduta dovesse essere caratterizzata da un clima di forte contrapposizione tra i gruppi consiliari. E così è stato. Sulla riunione ha pesato molto quanto si sta ventilando a livello nazionale e regionale, cioè, una possibile soppressione degli Enti montani e, tra questi, in pole position, ci sarebbe proprio quella garganica che, però, non scomparirebbe del tutto, ma verrebbe fortemente ridimensionata, infatti, potrebbero rimanere a farne parte soltanto Monte Sant’Angelo, Rignano Garganico e San Marco in Lamis, i cui territori superano i cinquecento metri di altitudine. C’è da dire che non sono in pochi coloro che continuano a stare sulle barricate per mantenere in vita un Ente che, in tanti, ritengono sia, non solo inutile, ma soprattutto fonte di sperpero di risorse pubbliche. Il Consiglio era chiamato a prendere atto delle nomine dei rappresentanti in seno all’Ente montano da parte dei cinque Comuni che, a maggio scorso, hanno rinnovato i rispettivi Organi amministrativi (Carpino, Monte Sant’Angelo, Rignano Garganico, Rodi Garganico e Vico del Gargano). Adempimento che, inspiegabilmente, non c’è ancora stato da parte dall’amministrazione comunale di Carpino. Inspiegabile, in verità, fino ad un certo punto in quanto non si comprende come mai un Consiglio comunale, a distanza di oltre quattro mesi, non abbia ancora indicato i propri rappresentanti in seno all’Ente montano. Comunque, è stata l’occasione per il presidente Nicola Pinto di chiedere il rinvio della seduta e, quindi, lasciare lo status quo che, di fatto, prolunga, almeno fino a tutto ottobre la sua presenza al vertice dell’ente. A fine mese, infatti, scadono i cinque anni della legislatura della Comunità montana e, a meno di provvedimenti diversi, i tredici Comuni che fanno parte dell’Ente dovranno rinominare i rispettivi presidenti (due per la maggioranza e uno per la minoranza). Pinto s’è fatto forte di un parere rilasciato dall’Ufficio legislativo regionale secondo cui non si può procedere alla presa d’atto delle nomine dei rappresentati dei Comuni, in assenza di tutte le comunicazioni delle amministrazioni comunali interessate. D’altro avviso, il gruppo d’op – posizione. Se fosse passata questa posizione, si sarebbe dovuto procedere alla elezione del nuovo presidente e, a questo punto, Pinto avrebbe dovuto poter contare su una sua maggioranza per vedersi confermato. Rielezione non proprio scontata in quanto, da tempo, sarebbero in atto manovre politiche, anche trasversali, per definire equilibri diversi in seno all’Ente montano. Ma tutto ciò è ancora in itinere e, pertanto, gli sviluppi appartengono, almeno per il momento, all’immaginario collettivo. Comunque, nei prossimi giorni la situazione dovrebbe essere meno confusa, anche perché di quanto sta succedendo alla Comunità montana del Gargano è stato informato il Prefetto, Sandro Calvosa, il quale, in più occasioni ha dovuto usare i suoi poteri per richiamare, prima l’ex presidente, Antonio Mazzamurro e, meno di un mese addietro, lo stesso Pinto, al rispetto delle norme statutarie. Lo stesso Prefetto è stato informato, giorni fa, dello stato di sofferenza in cui verserebbe la dirigenza dell’Ente a causa della proposta, fatta dal presidente Nicola Pinto, di modifica del regolamento generale degli uffici e dei servizi. «Un atto persecutorio – viene detto nell’esposto inviato sia al rappresentante del Governo che alla Procura di Foggia – nei confronti dei lavoratori dipendenti. Tutto risalirebbe al «mese di maggio dell’anno 2007, in coincidenza con l’emanazione di provvedimenti, palesemente, illegittimi, in materia di disdetta del contratto collettivo decentrato integrativo (peraltro, meramente applicativo del Contratto collettivo nazionale di lavoro) ». In conclusione, di tutto e di più.

Articolo a firma Francesco Mastropaolo tratto da “LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO” edizione del 05/10/2007

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